Eruzione dell’Etna, prima analisi dell’Ingv: i flussi piroclastici sulla neve hanno provocato violente esplosioni

Nelle ore mattutine, come abbiamo ampiamente già documentato, il Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna ha prodotto un nuovo episodio eruttivo parossistico che si è verificato, come spiegano gli esperti della sezione di Catania dell’Ingv, dopo un intervallo di quiete di 50 giorni (l’episodio precedente era avvenuto il 15 novembre 2011). L’evento, che è stato preceduto da diverse ore di deboli esplosioni stromboliane all’interno del cratere, ha ripetuto in molti dettagli gli episodi precedenti (cioè, fontane di lava da diverse bocche all’interno del cratere nonché sui fianchi sud-orientale e settentrionale, emissione di colate laviche sia verso sud-est sia verso nord-est, generazione di una colonna di gas e cenere alta diversi km). Inoltre, l’intensa ricaduta di materiale piroclastico sui fianchi del cono ha generato dei piccoli flussi piroclastici, che hanno invaso terreni coperti di neve, provocando violente interazioni esplosive. La ricaduta di cenere e lapilli ha interessato maggiormente il settore meridionale del vulcano: nelle zone interne della provincia di Catania molti paesi sono stati invasi e ricoperti da ingenti quantità di cenere e lapilli.

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