Manca ormai pochissimo e l’ondata di gelo polare che sta già interessando da qualche ora l’Europa nord/orientale piomberà più a sud, sui Balcani. L’Italia, ormai è evidente, sarà solo lambita dai noccioli d’aria più fredda che – come spesso capita in queste circostanze – si fermeranno oltre l’Adriatico, senza sfondare nel nostro Paese. I Balcani saranno investiti da masse d’aria davvero molto molto fredde, con temperature fino a -42°C a 500hPa e -14°C a 850hPa.
L’Italia, che resterà ai margini dal “cuore” dell’irruzione, già dalla giornata odierna, sabato 14 gennaio, sarà interessata da correnti fredde nord/orientali e vedrà diminuire le temperature in tutto il Paese. Infatti, pur non essendo colpito in pieno dal gelo, anche nel nostro Paese farà freddo con temperature in picchiata tra il weekend e l’inizio della prossima settimana. Proprio lunedì 16 e martedì 17 saranno i giorni più freddi, quando soprattutto nelle Regioni Adriatiche e al sud si raggiungeranno temperature davvero basse, fino a 10°C inferiori rispetto alle medie del periodo.
Sarà un freddo prevalentemente secco, con poche precipitazioni, ma comunque intenso. Le temperature dovrebbero diminuire, secondo alcuni aggiornamenti, fino a -8°C a 850hPa sulla Puglia, e fino a -6°C alla stessa quota su gran parte della dorsale Appenninica e del sud, fin nello Stretto di Messina (vedi mappa ENS a corredo dell’articolo).

Eppure nel weekend, come abbiamo già scritto nel nostro bollettino per il fine settimana, al sud un pò d’instabilità ci sarà per via dei contrasti termici alimentati dallo scontro tra le masse d’aria fredde in arrivo da nord/est, e quelle ben più miti presenti nel Mediterraneo.
Le precipitazioni, però, si verificheranno nella fase dell’impatto freddo e non quando le temperature saranno già gelide, quindi la neve non cadrà a quote bassissime.
Nella mattinata odierna avremo delle precipitazioni tra Abruzzo, Molise e Puglia, ma la neve potrà cadere solo oltre i 600/700 metri. Nel pomeriggio/sera il maltempo si sposterà ancora più a sud, nel basso Tirreno (dove potrà esserci qualche temporale) e in Calabria, con nevicate tra Pollino e Sila solo oltre i 1.000 metri.
Domani, domenica 15 gennaio, piogge e temporali interesseranno ancora Calabria, Sicilia e Sardegna e la quota neve si abbasserà decisamente, fino a 300/400 metri su Pollino e sila e fino a 800/900 metri in Aspromonte. In Sicilia e Sardegna, invece, nevicherà ancora solo dai 1.000 metri in sù. Si tratterà comunque di precipitazioni davvero blande (se non localmente), con deboli fioccate e scarsissimi accumuli.
Nel pomeriggio/sera irromperanno da est nuovi nuclei gelidi che porteranno il vero freddo polare sulle Regioni Adriatiche. Proprio qui, anche nel medio/alto Adriatico, potranno nascere nuovi nuclei nuvolosi da cui non è escluso si formino delle deboli precipitazioni, che in questo caso diventerebbero nevose fin sulle coste o quasi per tutta la giornata di lunedì 16, che sarà la più fredda in assoluto. La neve, qualora ci fossero delle precipitazioni, potrebbe cadere fin sulle coste o in pianura anche nella Calabria centro/settentrionale, e fin a 300/400 metri di quota in Aspromonte. Oltre i 500/600 metri, invece, nella Sicilia nord/orientale e oltre i 700/900 metri nel resto dell’isola e in Sardegna. Ma di precipitazioni ce ne saranno davvero poche, le possibilità di neve sono risicatissime.
Quella di martedì 17 sarà l’ultima giornata di grande freddo (specie al centro/sud e nelle zone joniche), mentre da mercoledì 18 ci attendiamo un nuovo aumento delle temperature grazie alla mite spinta dell’anticiclone delle Azzorre che da ovest riporterà temperature miti su gran parte dei settori occidentali del continente, dal Portogallo alla Scozia.
A lungo termine regna ancora sovrana la confusione, e delineare una precisa evoluzione è davvero complicato: ci proveremo nelle prossime ore con un nuovo bollettino dedicato proprio alle previsioni meteo per la terza decade del mese.
