Il prossimo 2 febbraio si festeggia la Giornata mondiale delle zone umide, gli ecosistemi piu’ a rischio del Pianeta, ma allo stesso tempo straordinari bacini di vita, serbatoi di CO2. Tema dell’edizione 2012 e’ ”aree umide e turismo”.
– ZONE UMIDE: Fiumi, laghi, paludi, torbiere, lagune costiere, delta fluviali, mangrovie, barriere coralline, ma anche saline, vasche di colmata, bacini artificiali e risaie. La definizione parla di bacini naturali e artificiali permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, salata, incluse le aree marine la cui profondita’ non supera i sei metri durante la bassa marea.
– CONVENZIONE RAMSAR: La Convenzione delle zone umide di importanza internazionale e’ il primo trattato internazionale per la conservazione delle risorse naturali, la cui firma e’ avvenuta nella cittadina iraniana di Ramsar, nel 1971. Oggi vede la partecipazione di 160 parti contraenti e l’identificazione di 1.910 siti di importanza internazionale, di cui 52 in Italia. L’estensione complessiva a livello globale copre una superficie di 186.948.620 ettari
– EUROPA: Per il Wwf, il 90% delle aree umide sono scomparse nell’ultimo secolo. Secondo la Commissione europea, fra il 1950 e il 1985 si sono registrate le perdite maggiori: in Francia (67%), Italia (66%), Grecia (63%), Germania (57%) e Olanda (55%)
– ITALIA: Ospita 52 siti Ramsar. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all’inizio del ventesimo secolo ne restavano 1.300.000 ettari, fino a precipitare ai 300mila ettari nel 1991. Oggi ne rimane lo 0,2%, tra aree interne e marittime.
– MINACCE: in Europa e’ molto forte il sovrasfruttamento delle risorse idriche. Solo il drenaggio e la conversione in terre agricole hanno ridotto le aree umide europee del 60%. In generale, le minacce arrivano su piu’ fronti: degrado degli habitat; gestione dell’acqua; agricoltura; turismo; inquinamento; gestione rifiuti; attivita’ di estrazione; pesca; sfruttamento delle foreste; urbanizzazione.


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