Il Venezuela, con i suoi 28 milioni e mezzo di abitanti distribuiti su una superficie di ben 916.445 km², è un vasto e popoloso Paese dell’America Latina, nella parte più settentrionale del Sud America, affacciato a nord al Mar dei Caraibi.
Il Venezuela confina a ovest e sud/ovest con la Colombia, a sud e sud/est con il Brasile e a est con la Guyana, anche se in realtà su un territorio di circa 160 mila chilometri quadrati esiste una storica controversia territoriale proprio con la Guyana, tanto che l’area prende il nome di ‘Zona en Reclamación’.
Il nome “Venezuela” è stato storicamente attribuito al navigatore italiano Amerigo Vespucci che navigò sulla costa settentrionale del Sud America nel 1499, per una spedizione navale esplorativa che raggiunse la costa nord-occidentale del paese, ora nota come Golfo del Venezia.
In quel viaggio, l’equipaggio di Vespucci osservò le costruzioni degli indigeni erette su palafitte di legno appena fuori dalle acque. Questo scenario ricordò a Vespucci la città di Venezia e da ciò fu inspirato nell’attribuire a questa terra il nome di Venezziola o Venezuola alla regione.
Il termine, che in italiano rinascimentale aveva il significato di piccola Venezia, si trasformò successivamente in spagnolo in Venezuela.
Il Venezuela è uno dei 17 Paesi della Terra con la maggiore diversità ecologica, grazie una geografia e a un clima estremamente variegati che variano da regioni tropicali a climi desertici, da giungle ad ampie pianure fino agli ambienti andini. In questo Stato si trova la più grande area protetta dell’America Latina che copre circa il 63% del territorio nazionale.
Il paese è un vero paradiso per quanto riguarda le bellezze naturali: nel Venezuela ci sono foreste, sterminate pianure, numerose isole tra cui spiccano sicuramente Los Roques, la Tortuga e la Isla de Margarita, splendidi laghi (i maggiori sono il Lago de Maracaibo e il Lago de Valencia), deserti, vette e molto altro ancora.
Il Venezuela può vantare una flora molto varia e pregiata, composta prevalentemente dalle foreste della regione pluviale e da immensi boschi della zona montuosa. Tra tutte le piante spiccano sicuramente l’araguaney e i fiori, tra cui meritano una particolare citazione le orchidee, che grazie ad un clima favorevole, raggiungono dimensioni grandissime ed hanno dei colori molto accesi, affascinanti e suggestivi.
La fauna del Paese può vantare una varietà di specie che appartiene solo a pochissimi altri paesi al mondo, con uccelli tropicali come i pappagalli e i colibrì, serpenti, alligatori, molte specie di felini (tra cui il puma e il giaguaro), per non parlare dello spettacolo che si presenta a chi fa snorkeling nelle acque caraibiche, dove, in una barriera corallina ancora incontaminata, vivono pesci coloratissimi e tartarughe marine.
A livello geo/climatico il Paese può essere diviso in tre aree: il nord, il centro e il sud.
Il nord è caratterizzato da una zona montuosa costituita da catene appartenenti al massiccio andino: si tratta di massicci che seguono la Cordigliera Orientale colombiana dai quali si dipartono due sistemi montuosi, la Sierra de Perijá che delimita il confine tra Colombia e Venezuela e la Cordigliera di Mérida che si insinua nel paese a sud e ad est del lago di Maracaibo e di cui il Pico de Bolivar rappresenta il punto più elevato con i suoi 5.007 metri di altitudine. Tra i due sistemi montuosi si trova l’altopiano di Zulia. La Cordigliera di Mérida prosegue seguendo la linea della costa (e assumendo appunto il nome di Cordigliera della Costa) che in questo tratto è scoscesa e impervia. Di fronte si trovano numerose isole, la più grande è la Isla de Margarita. Nel tratto più orientale, in corrispondenza del delta dell’Orinoco, la costa si fa bassa e paludosa.
Il centro è caratterizzato da ampie pianure erbose chiamate Los llanos che coprono circa un terzo del territorio del paese. Si tratta di un’area con un’altitudine ridotta (inferiore ai 200 metri sul livello del mare) che durante la stagione delle piogge subisce ampi allagamenti da parte dei tanti fiumi che la attraversano.
La parte più meridionale del paese, a sud del corso del Rio Orinoco, si trova su un altopiano chiamato massiccio della Guyana. Da un punto di vista geologico è uno degli ambienti più antichi dell’intero continente. La formazione più notevole di quest’area è l’altopiano chiamato Gran Sabana: nel corso dei millenni l’arenaria che lo compone è stata erosa e sono rimaste vallate e formazioni rocciose chiamate Tepuis caratterizzate da flora e fauna particolari, l’isolamento ha infatti permesso lo sviluppo di specie endemiche. In quest’area si trovano alcune fra le cascate più alte del mondo, come ad esempio il Salto Kukenam e il Salto Angel (979 metri!) che è una delle attrattive principali del Parco Nazionale di Canaima ed è stato incluso nella lista del patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.
Anche nel Venezuela, come in quasi tutti gli altri Paesi dell’America Latina, scorrono tantissimi fiumi di notevole portata.
Il fiume principale del paese è l’Orinoco, lungo 2.574 chilometri di cui circa 1.500 sono navigabili. E’ il terzo fiume più lungo di tutta l’America Latina.
La maggior parte dei fiumi che nascono nella parte settentrionale del paese scorrono verso sud-est nel fiume Apure, un affluente dell’Orinoco, che attraversa la regione dei Llanos.
Un altro fiume molto importante è il Río Caroní, che ha un corso molto rapido e viene sfruttato per la produzione di energia elettrica. Nasce negli altipiani della Guyana e sfocia nell’Orinoco nei pressi di Ciudad Guayana.
Nella parte nord-occidentale del paese si trova, inoltre, il lago di Maracaibo, il più grande lago dell’America meridionale, residuo di un antico golfo sul mar dei Caraibi.
Il clima del Venezuela è tropicale, generalmente contraddistinto da una stagione piovosa, (da maggio a novembre) e una secca (da dicembre ad aprile). Le precipitazioni sono molto variabili e vanno dai 300/400mm annui delle zone più secche (o addirittura qualcosina meno, specie nella fascia costiera della Regione Falcón) agli oltre 2000 millimetri di alcune zone dell’Amazzonia venezuelana, a Sud del paese, dove piove moltissimo. Nella capitale, Caracas, dove vivono quasi sei milioni di persone, la media annua delle precipitazioni è di 750 mm.
A livello termico, molte differenze sorgono in base alle varie altudini del Paese e all’umidità. Lungo le coste fa sempre molto caldo, ma molte zone del Venezuela sono in quota. Caracas sorge a poco meno di mille metri di altitudine e ha temperature medie annue pari a 27°C circa nelle massime e a +14°C circa nelle minime, 6/7°C inferiori a Maracaibo, che invece si trova sul livello del mare, specie nei valori minimi. Lungo le coste, infatti, il clima è molto umido con medie annue tra +26 e +29°C; tra i mille e i duemila metri di quota abbiamo la fascia temperata con temperature medie che variano tra i +12°C e i +25°C; oltre i duemila metri il clima è più freddo e poi oltre i tremila metri è molto freddo con possibili nevicate.
Nelle Ande venezuelane si registrano le medie minime: la città di Mérida, sita a oltre 1600 metri di altezza, ha una temperatura media annua di circa 18/19°C.
Alcune vette delle Ande, superiori ai quattromila metri di quota, sono ricoperte da ghiacciai e nevi perenni.
Nell’arcipelago di Los Roques e nelle altre aree Caraibiche del Venezuela, tra le isole che sono ambita meta turistica, gli alisei soffiano durante tutto l’anno, ma sono più intensi tra gennaio e luglio. Il clima è molto secco, i mesi relativamente più piovosi sono quelli tra la fine di ottobre e l’inizio di dicembre. Los Roques non si trova nell’area interessata dai cicloni. Le temperature medie variano tra i 26°C di gennaio e i 28°C di settembre. L’acqua del mare è invece attorno ai 29°C durante tutto l’anno.
Il miglior periodo per visitare il Venezuela è quello della stagione secca, tra dicembre e aprile, specie per visitarne le zone più interne e affascinanti dal punto di vista naturalistico, anche se il Salto Angel è più bello durante la stagione delle piogge perché ha una maggior portata d’acqua.
In valigia vi consigliamo indumenti leggeri, abiti adatti a sopportare l’afa e il caldo umido delle aree tropicali, senza dimenticare qualche vestito più pesante per le escursioni in alta montagna e qualche maglioncino o felpa per le ore serali e notturne se vi recherete in località situate all’interno e in quota.


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