Il più recente comunicato dell’agenzia spaziale federale russa (Roscosmos), dice che la sonda Phobos-Grunt potrebbe impattare sulla superficie terrestre domani sera, intorno alle 22:51 (ora italiana). Il punto di impatto è ancora cambiato, dal momento che la nuova proiezione prevede che la sonda piombi direttamente nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste del Cile. Esistono ancora grandi incertezze in merito a questo evento, e sarà opportuno aggiornarsi continuamente. Esiste la possibilità inoltre che la sonda tardi il rientro, che potrebbe essere previsto nelle prime ore di Lunedì. Intanto c’è un po’ di delusione da parte della Planetary Society che prevedeva l’esperimento LIFE un gran successo. Il biomodulo all’interno di Phobos-Grunt, avrebbe dovuto far sopravvivere per 34 mesi dei microorganismi nello spazio, che ora non si sa nemmeno se possano essere recuperati. La possibilità che la sonda rientri in pieno oceano è infatti elevatissima, per cui sarà quasi impossibile completare l’esperimento. L’ESA, tra una miriade di altre agenzie spaziali e organizzazioni, ha seguito da vicino il decadimento della navicella russa. I funzionari si attendono 20-30 frammenti in arrivo sulla superficie terrestre, che visto il materiale costruttivo, sopravviveranno alle altissime temperature in fase di decadimento. A differenza di UARS della NASA e del satellite tedesco ROSAT, Phobos-Grunt arriverà con il suo bel pieno di carburante mai utilizzato in viaggio. Saranno 11 le tonnellate di propellente tossico che esploderanno in atmosfera, senza apportare però danni alla popolazione. Non sarà possibile tuttavia prevedere con largo anticipo il luogo esatto di caduta, e quindi la sonda potrebbe arrivare in maniera quasi improvvisa. Tra il fallimento della missione russa esiste anche il fallimento del National Space Administration cinese, il quale aveva fornito una navicella spaziale da abbinare alla missione. Yinghuo-1 sperava di arrivare nell’orbita di Marte al fine di studiare il pianeta rosso. A differenza del satellite Cosmo, la russa Phobos-Grunt è un veicolo spaziale ad energia solare. Tuttavia, Lev Zelenyi, direttore dello Space Research Institute di Mosca e presidente dell’Accademia Russa di Scienze, ha dichiarato che la quantità di uranio contenuta in questo strumento è inferiore a 10 microgrammi e non andrà a causare danni di rilievo. Nel frattempo, mentre Phobos-Grunt si avvicina sempre più al gran finale infuocato, un team internazionale di osservatori è in allerta nella speranza di avvistare la caduta. Gli osservatori sanno tuttavia che la possibilità di avvistarla è molto piccola. Ma mai dire mai….!
Il mondo è in attesa del rientro della sonda russa Phobos-Grunt


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