
Il primo ciclone tropicale del 2012 si chiama “Benilde” e si trova in azione nel cuore dell’oceano Indiano meridionale, a ridosso del tropico del Capricorno, sopra acque superficiali particolarmente calde in questo periodo dell‘anno (estate australe). “Benilde” già entro le prime ore del 2012 aveva raggiunto lo stadio di ciclone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti capaci di raggiungere la soglia dei 130-140 km/h, in grado di sollevare in mare aperto, nel cuore dell’oceano Indiano meridionale, onde di oltre i 6-7 metri di altezza, molto pericolose per la navigazione marittima. La tempesta, muovendosi gradualmente verso sud-sud/ovest, è finita sopra acque particolarmente calde che le hanno permesso di raggiungere un notevole sviluppo. Alle 18:00 UTC di Capodanno il ciclone aveva raggiunto la 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero impetuosi, che hanno superato la soglia dei 150-160 km/h e con raffiche largamente superiori. Dalle immagini satellitari era possibile notare una intensa attività convettiva nel centro della tempesta, segno di una buona salute del sistema tropicale, con la formazione di imponenti bande nuvolose convettive che superavano come “top” anche i 15-16 km di altezza. Attorno l’area perturbata i forti venti che ruotavano intorno a “Benilde” erano in grado di sollevare gigantesche ondate, alte fino a 7-8 metri. Nonostante il notevole potenziale “Benilde” lo possiamo considerare, a tutti gli effetti, un ciclone abbastanza buono. Rimanendo ancorato in mare aperto la tempesta, almeno finora, non rappresenta alcuna minaccia per terre emerse o isole abitate. Le piogge torrenziali e i venti furiosi, ad oltre i 150-160 km/h, si sono concentrati in pieno oceano Indiano, a debita distanza dalle coste orientali dell’isola-stato del Madagascar. “Benilde” ha creato solo qualche fastidio o piccolo disagio alla navigazione marittima nell’area, con le sue ondate lunghe che si sono propagaste per centinaia di miglia al di fuori dal centro del ciclone. Da notare come l’azione di “Benilde”, nell’Indiano meridionale, riesca a influire sull’attività del Monsone invernale di NE, provocando una netta sua intensificazione in piena area equatoriale. Proprio a ridosso dell’equatore, per effetto della nota forza di Coriolis, derivata dalla rotazione terrestre attorno il proprio asse, i venti monsonici da N-NE tendono a deviare bruscamente verso NO e O-NO, sfondando sull’altro emisfero con una componente da NO.

Anche nei prossimi giorni la tempesta dovrebbe continuare a rimanere relegata in mare aperto, lontano dalle terre emerse o arcipelaghi densamente abitati. Tra la nottata e la giornata di domani “Benilde” dovrebbe cominciare a piegare più verso ovest, assumendo un tipo di traiettoria più rettilinea verso il tratto di oceano antistante le coste malgascie. Il ciclone, rimanendo in mare aperto, sopra acque superficiali molto calde e ricche di vapore acqueo, dovrebbe mantenere la 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti sui 130-140 km/h e raffiche fino a 160 km/h attorno l’occhio. Nella giornata di mercoledi 4 la perturbazione potrebbe iniziare a indebolirsi, venendo cosi declassata da ciclone di 1^ categoria a tempesta tropicale, con venti medi sostenuti scesi a 90 km/h e raffiche di oltre i 110 km/h, sfocando gran parte della sua energia in mare aperto. Nei giorni successivi “Benilde” rischia di finire sopra acque un po’ meno calde, che potrebbero determinare un suo progressivo indebolimento, molto più rapido del previsto. In caso di una traiettoria verso ovest non è escluso, che fra giovedi 5 e venerdi 6, “Benilde” possa passare vicino all’isola di Rodrigues, un vero e proprio paradiso terrestre appartenente all’arcipelago-stato delle Mauritius. Allo “status” di tempesta tropicale “Benilde” potrebbe apportare intense piogge, intense raffiche di vento e una sostenuta risacca sulla piccola isola, senza però creare danni significativi. Entro il weekend “Benilde” dovrebbe declassarsi a semplice depressione tropicale nel mare attorno le Mauritius.



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