
Il super ciclone “Funso”, dopo aver flagellato, con venti ad oltre i 200 km/h, il Canale del Mozambico, sfiorando appena le coste occidentali del Madagascar e quelle del Mozambico, tende a muoversi verso sud-sud/est, iniziando a perdere parte della sua forza distruttiva. Fortunatamente, come abbiamo già ribadito in un precedente articolo, la tempesta, durante l’attraversamento del Canale del Mozambico, ha mantenuto il proprio occhio centrale in mare aperto, a debita distanza dalle coste del Mozambico, appena sfiorate dalle bande nuvolose periferiche che hanno dispensato intense piogge, generando degli allagamenti e inondazioni in diverse aree del paese africano. Ciò però ha evitato conseguenze ben più gravi per lo stato africano che in caso di “landfall” diretto sulla costa si sarebbe trovato dinnanzi a un grave disastro. Ricordiamo che “Funso”, aspirando un ingente quantitativo di calore latente dalle calde acque superficiali del Canale del Mozambico (valori superiori ai +29°), in poche ore è riuscito a trasformarsi in un pericoloso ciclone tropicale di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. L’esplosione dell’attività convettiva al suo interno ha prodotto dei venti medi sostenuti che hanno raggiunto i 217 km/h e raffiche di picco attorno all’occhio di oltre i 240 km/h. In mare aperto i violentissimi venti ciclonici che hanno spazzato il Canale del Mozambico sono riusciti a sollevare grandi ondate, alte anche più di 7-8 metri, che solo in rare occasioni si possono vedere in questo braccio di mare, tra Madagascar e Africa orientale. Il poderoso moto ondoso che si è venuto a sviluppare sul Canale del Mozambico ha creato non poche difficoltà alla navigazione marittima lungo le coste dell’Africa orientale. Insomma, un vero e proprio mostro capace di portare gravi devastazioni in un’area molto vasta.

Nelle ultime ore il grande ciclone, continuando a muoversi verso sud, nella parte finale del Canale, in direzione dell’oceano Indiano meridionale, sta cominciando a perdere forza, tanto che nelle prossime ore verrà declassato a ciclone tropicale di 3^ categoria, con venti medi sostenuti pronti a scendere sotto la soglia dei 190-185 km/h e raffiche sopra i 200 km/h. Le ultime immagini satellitari mostrano come l’occhio di “Funso”, molto largo, inizi a riempirsi di nuvolosità, segno di un lento ma inesorabile declino della struttura ciclonica. A breve il ciclone passerà con il suo occhio molto vicino all’isola Europa, uno splendido atollo corallino coperto all’interno da fitte foreste di mangrovie e una lussureggiante vegetazione tropicale che costituisce un importante rifugio della vita selvatica (soprattutto uccelli). La piccola isola è un possedimento francese fin dal 1897, ma è rivendicata dal governo del Madagascar. Fortunatamente l’isola è disabitata, non vi sono popolazioni indigene, ma una piccola guarnigione militare francese che mantiene operativa la stazione meteorologica ed una pista per aerei non asfaltata lunga circa 1.000 metri.

“Funso”, durante il suo passaggio vicino Europa, dovrebbe causare venti molto forti, per non dire violenti, che potrebbero mettere a rischio la vegetazione lussureggiante, mentre l’intenso moto ondoso potrebbe aggredire la barriera corallina, causando anche un possibile “Storm Surge” che potrebbe inondare le zone più basse dell’atollo. Nella giornata di domani il ciclone proseguirà la sua marcia verso sud-sud/est, virando verso l’oceano Indiano meridionale, a sud-ovest delle coste meridionali del Madagascar. Finendo su acque superficiali molto più fredde “Funso“ andrà molto rapidamente ad indebolirsi, pronto ad essere declassato da ciclone tropicale di 2^ categoria a semplice tempesta tropicale, in procinto di dissiparsi a largo delle coste dell’Africa sud-orientale.Entro sabato 28 “Funso”, passando a sud del Madagascar, si indebolirà ulteriormente e virerà verso sud-est, in pieno oceano Indiano meridionale, verso latitudini più temperate, dove perderà tutte le sue caratteristiche tropicali.
La tropical storm “Iggy”, in formazione a sud di Giava, richiama intensi venti sull’arcipelago indonesiano

Una nuova tempesta tropicale si sta sviluppando sopra le calde acque dell’oceano Indiano orientale, nel tratto poco a sud dell’isola di Giava. La tempesta, denominata “Iggy”, in azione nello specchio di oceano a sud dell’isola di Giava, durante l’approfondimento, ha richiamato intensi venti, in genere da NO e O-NO, che hanno spazzato buona parte degli arcipelaghi indonesiani, con punte di oltre i 60-70 km/h. Difatti la profonda area di bassa pressione, riconducibile alla tropical storm “Iggy”, ha determinato un netto rinforzo della tradizionale circolazione monsonica (Monsone invernale) che in questo periodo interessa tutta l’area malese e indonesiana, causando non pochi disagi, specie alla navigazione marittima che in questo paese rappresenta il principale mezzo di trasporto. In poche parole “Iggy” ha aspirato l’intensa circolazione monsonica invernale, da NE, presente sul mar Cinese Meridionale, verso l’area equatoriale, incanalando gli intensi venti da Nord fino allo stretto di Karimata, davanti le coste occidentali del Borneo.
Qui la sostenuta ventilazione settentrionale, una volta passato l’equatore, giunta nell’emisfero australe, ha iniziato a piegare più da NO sullo stretto di Karimata, invadendo il mare di Giava con intense correnti da NO e O-NO, che hanno spirato con forza attorno le isole di Giava, Bali, Lombok e Sumbawa. In molte stazioni indonesiane, soprattutto tra l’isola di Giava, Madura e nel sud di Sumatra, tra la giornata di ieri e oggi, l’intensità del vento medio sostenuto ha raggiunto valori molto elevati, sino a toccare l’intensità di burrasca in alcuni casi. Un evento notevole per un arcipelago che si trova posizionato in piena area equatoriale. Ad esempio, all’aeroporto della città di Ampenan, nella serata di ieri, attorno le 08:00 PM (ora locale), il forte vento da N-NO ha toccato un picco di velocità media sostenuta di ben 74.1 km/h. A Kalianget, nell’isola di Madura, il vento fra NO e O-NO ha raggiunto una velocità media sostenuta di 57 km/h. A Juanda, nella parte orientale dell’isola di Giava, l’intenso vento, fra O-NO e NO, ha soffiato con raffiche prossime ai 65 km/h. Venti ancora più forti, tra N-NO e O-NO, hanno sferzato lo stretto di Karimata, davanti il Borneo occidentale, e il mar di Giava, dove si sono avute pure delle burrasche che hanno reso tali bacini da molto mossi ad agitati. Sul mar di Giava i sostenuti venti da O-NO hanno sollevato onde alte più di 2 metri, mentre nell’oceano Indiano orientale, a sud di Giava, i forti venti da NO hanno generato dei frangenti alti più di 5 metri che nella giornata di domani si spingeranno verso le coste dell’Australia nord-occidentali, dove è atteso un sensibile incremento del moto ondoso.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?