La situazione degli interventi sulla nave “Concordia” e’ “al limite”. La priorita’, ha affermato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, “resta il salvataggio delle vite umane”. Solo dopo si passera’ alla fase successiva: lo svuotamento dei serbatoi. Il ministro ha spiegato come si sta procedendo: “stiamo progettando gli interventi che -ha puntualizzato- saranno a carico della compagnia armatrice. E’ stata incaricata un’importante societa’ internazionale, di base in Olanda, che ha una riconosciuta e consolidata capacita’ operativa. Speriamo di poter avviare quanto prima l’operazione di recuparo del carburante ma, certamente, la priorita’ e’ completare gli interventi relativi al possibile salvataggio di passeggeri che fossero ancora intrappolati nella nave”. “Il fattore limitante sono le condizioni meteo climatiche. Al momento la nave si trova in una condizione di equilibrio instabile ma comunque tale da consentire le operazioni di recupero del carburante in sicurezza. Qualora la nave dovesse assumere posizioni diverse o scivolare verso il fondo, le cose potrebbero essere piu’ difficili e piu’ molto piu’ complicato sarebbe se ci dovessimo trovare a fronteggiare una rottura di componenti della nave”. “C’e’ gia’ un danno ambientale -ha continuato Clini- provocato nei fondali di fronte all’Isola del Giglio. Per ora e’ un danno molto, molto contenuto ma il bilancio dovremo farlo al termine delle operazioni”. “Siamo in una situazione al limite -ha aggiunto il ministro dell’Ambiente- perche’ la nave si trova in una posizione instabile. Dunque dobbiamo fare in fretta, e’ una corsa contro il tempo, sapendo che la priorita’ e’ il recupero, se possibile, di passeggeri ancora in vita”. “Il prossimo Cdm dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza: una procedura che serve per consentire di operare celermente, semplificando i tempi previsti dalla procedure ordinarie. Poi dovremmo considerare come applicare una legge gia’ esistente per provvedere alla regolamentazioni del traffico di queste navi in aree particolarmente vulnerabili e sensibili dal punto di vista ambientale”. Le chiazze oleose che sono cominciate a affiorare intorno alla nave, non provengono dai serbatori del carburante. “Una nave di quelle dimensioni -ha precisato Clini- che trasporta 4000 passeggeri, ha servizi di ogni tipo: dalla cucine ai servizi per il condizionameno, alle lavanderie. Per cui e’ chiaro che fuoriescono dei liquidi ma, al momento, non abbiamo accertato fuoriuscita di carburante”. Sui tempi di conclusione delle operazioni il ministro e’ molto prudente. “Dipende dal progetto e dalla sua fattibilita’. Ci sono 2400 tonnellate di carburante da svuotare, quindi abbiamo bisogno di almeno 2 settimane, se non di piu’. La rimozione della nave dipende dalle condizioni meteo. Certo non e’ un problema che risolviamo in una settimana”. “Il rischio maggiore e’ l’eventuale dispersione in mare del carburante che ha delle caratteristiche tali da contaminare non solo l’area del naufragio ma tutta la costa tirrenica di fronte al Giglio. Questo dipende molto dalle condizioni climatiche e dalle correnti”. Tornando sulla navigazione nelle zone ad elevato rischio, Clini ha detto infine che il “cdm non deve legiferare sul divieto ma solo applicare una norma esistente che prevede possano essere adottate delle precauzioni per prevenire rischi ambientali determinati dal traffico mercantile, non tanto da quello petrolifero che e’ gia’ regolamentato”.
Incidente Concordia, Clini: “situazione al limite, priorità resta il salvataggio delle vite umane”


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