Incidente Concordia, il presentimento dell’anziano Sardo morto annegato: “è il mio ultimo viaggio”

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incidE’ stata la seconda e anche l’ultima volta che Giovanni Masia, pensionato di 85 anni di Portoscuso (Carbonia-Iglesias), morto sulla Costa Concordia, e’ uscito dalla Sardegna. Ha trovato la morte nel suo secondo viaggio di nozze con la moglie Giuseppina, 83enne. Con loro c’era il figlio 49enne Claudio, operaio in cassa integrazione della Ila di Portovesme, la nuora e tre nipotini. Un sinistro presentimento: ”E’ il mio ultimo viaggio, non vogliamo andare da soli”, aveva detto al figlio per convincerlo a farsi accompagnare nel secondo viaggio di nozze, quello in cui ha perso la vita. Una frase premonitrice, che ora i familiari conservano gelosamente. Non hanno voglia di parlare, chiusi nel loro dolore, ma con l’intera comunita’ di Portoscuso, sotto choc, che gli si e’ stretta attorno. Claudio e’ rimasto a cercare il padre in Toscana dopo che ieri aveva fatto rientrare in Sardegna la madre Giuseppina, la moglie, i due figli e l’altra nipotina. Le disperate ricerche negli alberghi, nei luoghi di accoglienza, leggendo continuamente la lista dei passeggeri e dei dispersi, dappertutto, fino alla tragica notizia in un albergo di Orbetello, assistito dagli psicologi della Costa. Giovanni Masia, e’ stato ritrovato nel ponte 3, con il giubbotto di salvataggio, ma purtroppo riverso a faccia in giu’, annegato. E’ stato riconosciuto perche’ aveva al collo una piastrina con le sue generalita’. La famiglia Masia si era ritrovata nel punto di raccolta indicato, Claudio ha caricato sulle scialuppe la moglie, i figli, la madre 84enne e la nipotina, poi si e’ girato e non ha visto piu’ il padre. “E’ andato a cercarlo e non c’era piu'” ha raccontato una sorella. C’erano 208 sardi sulla Costa Concordia, 142 si erano imbarcati a Cagliari durante la tappa della nave mercoledi’ scorso nell’isola, gli altri erano saliti a bordo a Civitavecchia. Tra loro 35 compaesani di Giovanni Masia. Il paese, fortemente provato dalla crisi industriale del Sulcis, e’ sotto choc.