Sono decine i sommozzatori impegnati nella ricerca dei dispersi all’interno di Costa Concordia. E piu’ passa il tempo, piu’ le condizioni di questa ricerca si fanno pericolose. Sia per l’instabilita’ dello scafo, che per l’acqua ammorbata da cibo che sta marcendo ormai da giorni. Condizioni che d’ora in poi saranno monitorate dall’Asl di Grosseto per capire se ci sono rischi concreti per i sommozzatori. Intanto, nel campo base allestito sul porticciolo del Giglio, vengono allestite speciali docce disinfettate per i sub che escono dall’acqua e i materiali – mute, bombole, maschere – vengono trattate con disinfettanti specifici. La profilassi dei sommozzatori resta la stessa di sempre ma in questo caso le loro condizioni vengono monitorate piu’ attentamente. ”Non si sente odore sott’acqua – dice un sommozzatore della Guardia costiera – ma quando siamo in superficie l’odore e’ terribile, molto forte”. Condizioni di lavoro ”pericolose – ha detto il comandante regionale dei vigili del fuoco Cosimo Pulito durante il briefing di meta’ giornata – che verranno monitorate specificamente con analisi mirate dell’acqua”. ”Condizioni difficili per lavorare – ha detto l’ambasciatore americano David Thorne, che stamani ha voluto vedere la nave -. Tutti qui stanno facendo uno sforzo straordinario e noi siamo molto grati per questo sforzo”. Dal porto, oltre la sagoma enorme della Costa Concordia, si vedono gruppi di gabbiani concentrarsi all’orizzonte. Come in citta’, sulle discariche. Come sui torrenti stagnanti in campagna. Segno che c’e’ cibo, che c’e’ qualcosa da mangiare.


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