Incidente Costa Concordia, curato anche un neonato. Traumi e crisi epilettiche in molti altri passeggeri

”Da questa mattina ho curato circa duecento persone, tra cui un bambino di sei mesi, una ventenne dell’equipaggio in ipotermia e alcuni casi di crisi epilettiche”. E’ la testimonianza di Giorgio Rizzardi, medico di medicina generale e componente del servizio assistenza sanitaria naviganti che ha appreso la notizia dell’incidente della nave da crociera Costa Concordia e ha lavorato per tutta la giornata come volontario in un punto di primo soccorso e smistamento allestito presso la scuola elementare di Porto Santo Stefano, in piazzale Sant’Andrea. ”Abbiamo accolto circa 4 mila persone – afferma all’ANSA Rizzardi -. Molti i casi di traumi leggeri, contusioni e tagli che le persone si sono procurate nell’abbandonare in fretta la nave”. Al punto di soccorso e’ stata assistita anche una giovane ventenne spagnola, membro dell’equipaggio della Costa Concordia: ”La ragazza era in ipotermia – aggiunge Rizzardi – e’ stata inviata all’ospedale. In questa stagione, la temperatura di notte scende a zero gradi e quella dell’acqua puo’ attestarsi sui 14-15 gradi. Anche se le condizioni meteo di questa notte erano buone e il mare calmo, a queste temperature si puo’ resistere al massimo 30 minuti”. Insieme ai tre medici e agli otto infermieri volontari ha lavorato anche un’equipe psichiatrica dell’ospedale di Orbetello. ”Molti passeggeri erano in stato di choc – rileva Rizzardi-. Il primo intervento in questo caso e’ stato quello dell’accoglienza, l’importante e’ stato comunicare con loro e questo e’ stato possibile anche grazie all’aiuto di volontari che ci hanno fatto da interpreti per passeggeri non italiani, inglesi, francesi e spagnoli. La gente ci ha ringraziato”. Quello della notte scorsa ”e’ un vissuto che senz’altro restera’ in ognuno dei passeggeri – aggiunge Rizzardi – poi se qualcuno aveva gia’ un problema psichiatrico, questo episodio potrebbe aggravarlo”. Al punto di soccorso sono stati curati anche due bambini, uno di sei mesi e l’altro di quattro anni, ”entrambi con la febbre, ai quali abbiamo dato il paracetamolo e prescritto e fornito ove possibile, le medicine a chi aveva perso le proprie nell’incidente, tra cui cortisonici, diuretici e statine”. Ci sono stati anche due passeggeri che hanno avuto crisi epilettiche, ”un uomo sulla cinquantina ed un ragazzo”, curati con i farmaci antiepilettici.