Fondamentale e’ l’esperienza e la freddezza, soprattutto quando si opera in una situazione difficile come quella sulla Costa Concordia. Cosi’ all’Adnkronos Aldo Baffigi, titolare della Deep Blue Diving College di Giglio Campese, istruttore subacqueo, racconta la sua esperienza. “Conosco benissimo i fondali del Giglio e nonostante questo – spiega – in tutti gli interventi occorre sempre lasciare fuori le emozioni e la paura che fa parte di ogni uomo”. Baffigi ha alle spalle anche un passato sulle navi da crociera e trent’anni fa visse un incidente in mare mentre era diretto alle Bahamas ma in quell’occasione “ando’ tutto bene”. “In questi giorni – sottolinea – il mare sta dando una mano ai soccorritori ma potrebbe bastare una mareggiata per far precipitare la situazione. Lo scoglio emerso – spiega Baffigi – che scende verso l’isola di Giannutri formando una lingua di roccia omogenea muore intorno ai 35 metri. Questa e’ la parte su cui poggia la prua della nave: uno scoglio scivoloso e senza appigli. Tra la prua e la poppa c’e’ un’ansa di sabbia e la nave in centro e’ come sospesa. La poppa poggia, invece, su scogli misti”. “Dal mio punto di vista – spiega Baffigi – la prua non e’ stabile e potrebbe bastare una mareggiata con un vento di scirocco per cambiare la situazione. Mentre la poppa scivolando potrebbe incontrare altri scogli e cosi’ incastrarsi, diverso sarebbe per la prua che rischierebbe di scendere fino a 70 metri”.


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