”Il personale della nave e’ stato efficiente ma gestire la situazione non era facile, c’era troppo panico”. Questo il racconto alla trasmissione ‘Mattino Cinque’ della giornalista Adn Kronos Patrizia Perilli e di suo marito Luciano Castro che erano a bordo della Costa Concordia. “Quando c’e’ stato l’incidente – racconta Luciano Castro – eravamo al ristorante: ad un certo punto abbiamo sentito un boato e la luce e’ andata via solo per pochi secondi ma questo e’stato sufficiente per far vuotare la sala. Quando si sono riaccese le luci intorno a noi non c’era quasi piu’ nessuno, se non dei camerieri inebetiti e una coppia, seduta accanto al nostro tavolo: lei era incinta, aveva una crisi di panico e respirava a fatica. Mentre mia moglie ha cercato di tranquillizzarla”. ”Poi siamo usciti – continua Castro – e il personale ci ha dato due salvagenti perche’ non potevamo tornare in cabina a prendere i nostri. Il personale era gia’ accanto alle scialuppe e ci ha aiutato ad entrare, cosa non facile in quella situazione con la gente che urlava. Noi eravamo sulla scialuppa numero 14 e i passeggeri spingevano, si buttavano sulla scialuppa in preda a crisi di panico; anche il personale diceva che non c’era piu’ posto. Addirittura – conclude – l’equipaggio ha dovuto usare l’accetta per liberare la scialuppa e farla scendere in mare”.


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