Incidente Costa Concordia, il 3° ufficiale di bordo rivela chi c’era nella plancia di comando della nave

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Al momento della manovra di ”accostata”, la sera del 13 gennaio scorso, nella plancia di comando della Costa Concordia c’erano ”il timoniere Jacob Rusli, il primo ufficiale di guardia Ciro Ambrosio, un secondo ufficiale di coperta, Salvatore Ursino, che stava affiancando il primo ufficiale Ambrosio in vista del cambio che sarebbe avvenuto a Savona, l’allievo di coperta Stefano Iannelli” oltre a Silvia Coronika, terzo ufficiale della Concordia. E’ lei stessa a ricostruire , nella sua testimonianza ai magistrati che indagano sul naufragio, chi era presente in plancia precisando che verso le 21.30 ”sale in plancia il maitre d’hotel, tale Antonello (probabilmente Tievoli, ndr) che ha casa all’Isola del Giglio e dopo pochi minuti ci ha raggiunto anche il comandante Schettino e subito dopo l’hotel director Manrico Giampedroni”. Silvia Coronika dice ancora che sono rimasti tutti quanti li’ fino al momento della collisione. Il comandante Francesco Schettino sarebbe salito in plancia a circa 4/5 miglia dall’Isola del golfo ed ”ha quasi subito disposto l’inserimento della navigazione manuale perche’ – dice ancora la Coronika – bisogna eseguire un’accostata a dritta per cambiare rotta”. Silvia Coronika precisa anche che in plancia vi erano, quindi, persone ”non preposte ai servizi relativi alla condotta della navigazione tra cui l’hotel director che chiedeva che isola era, il maitre che chiacchierava, insomma disturbavano le manovre con un conseguente calo di attenzione”. Il terzo ufficiale aggiunge anche che ”seppur prevista dalla pianificazione della navigazione una rotta cosi’ vicina alla costa del Giglio mai prima era stata effettuata, questa volta il comandante aveva deciso di fare cosi’ avvicinandosi cosi’ tanto”. ”Nessuno di noi ha manifestato al comandante perplessita’ sul pericolo di avvicinarsi troppo con una nave del genere alla costa. D’altra parte – aggiunge – e’ avvenuto tutto in un attimo”. ”La scorsa settimana era stata fatta una leggera deviazione per scopi turistici verso l’Isola del Giglio ma non con la stessa distanza seguita in questa occasione”, dice ancora Silvia Coronika ricordando poi che l’ufficiale addetto alla cartografia Simone Canessa, al quale in precedenza Schettino aveva chiesto di aiutarlo a ”tracciare una rotta per passare vicino al Giglio e fare un inchino”, chiese al comandante se ”andasse bene una distanza di 0,5 miglia dall’Isola del Giglio” e ”che il comandante ha risposto positivamente”.