Incidente “Costa Concordia”, il racconto di alcuni testimoni

“Sognavamo un viaggio di nozze indimenticabile. Non si puo’ dire che non l’abbiamo avuto”. Per quanto provata dall’incubo vissuto in una notte che doveva essere di divertimento, Carla P., romana, 31 anni, appena rientrata nella capitale, trova la forza di fare dell’amara ironia su quanto accaduto all’Isola del Giglio. Si era imbarcata giusto ieri pomeriggio a Civitavecchia con Gianluca C., l’uomo dei sogni sposato cinque giorni fa, per un tour del Mediterraneo regalato da parenti e amici e sognato per mesi. E invece si ritrova dopo nemmeno 24 ore alla casella di partenza, a Roma, come in un crudele gioco dell’oca. “Tutto e’ filato liscio come l’olio – racconta – sino a quando io e Gianluca ci siamo ritrovati a cena con altre 7-8 persone. A un tratto, abbiamo sentito un rumore fortissimo, una specie di boato, e la sala e’ finita al buio. Un buio completo, spaventoso, anche perche’ la nave ha preso subito ad inclinarsi e dal tavolo sono caduti in terra piatti e bicchieri. L’impressione, netta, e’ che la nave abbia urtato contro un ostacolo improvviso”. Da quel momento in poi “e’ stato il caos, un caos indescrivibile. Dall’altoparlante qualcuno raccomandava di mantenere la calma, assicurando che si trattava di un guasto non meglio identificato, ma tutti siamo corsi all’esterno, sul ponte, dove non so come mi sono ritrovata addosso un giubbotto salvagente e dove ci hanno indirizzato alle lance”.

“Sono stati tutti molto gentili, ma l’idea e’ che anche il personale fosse del tutto impreparato ad un evento del genere”. Ma nessuno alla partenza aveva dato ai passeggeri istruzioni su come comportarsi in caso di emergenza? “No, credo che in cabina ci fossero dei depliant con i consigli base, un po’ come sugli aerei, ma nessuno ci aveva spiegato niente”. “C’era chi correva da una parte, chi dall’altra – continua Carla – mio marito (un libero professionista, di due anni piu’ grande di lei, che fa l’impiegata, ndr) mi ha detto di aver visto qualcuno che si gettava in acqua per paura di non trovare posto sulle scialuppe ma io, grazie anche a lui, sono rimasta relativamente calma e sono riuscita a trovare un posto. Sa la cosa piu’ strana? E che non so dire quanto sia durata, mi pare che tutto si sia svolto con grande velocita’, ma avevo come una percezione distorta del tempo e dello spazio”. Una volta a terra, “ci hanno rifocillato, ci hanno dato un posto dove dormire. E stamattina ce ne siamo tornati a Roma sull’auto dei miei (che hanno gia’ dato mandato al legale di famiglia, Marco Angelozzi, di chiedere il risarcimento dei danni alla Costa Crociere, ndr). Una cosa e’ certa: poteva essere una strage, spero che non ci siano altre vittime. Adesso voglio solo riposare un po’. E credo proprio che prima di rimettere piede su una nave dovra’ passare del tempo”.