Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino non rappresenta un pericolo e tantomeno lo puo’ rappresentare la ”concreta possibilita”’ che possa trovarsi di nuovo in situazioni analoghe a quelle del naufragio. E anche per questo devono essere revocati per il comandante gli arresti domiciliari. A sostenere la tesi e’ il legale del comandante, avvocato Bruno Leporatti, nel ricorso al tribunale del riesame. ”Il rischio di recidivanza – scrive Leporatti – non puo’ essere dedotto soltanto sulla gravita’ del fatto in base alle sue specifiche modalita’ e circostanze e sulla ritenuta negativa personalita’ dell’indagato”, ma, prosegue, ”e’ necessario che alla formazione del giudizio di pericolosita’ sociale concorrano altri elementi concreti – di natura logica o fattuale – che evidenzino l’effettivita’ del pericolo”. Secondo il difensore di Schettino, quindi, ”oltreche’ doversi delineare una personalita’ proclive all’imprudenza, alla negligenza, all’inosservanza delle regole, per potersi ritenere l’esistenza di un pericolo concreto di ripetizione di condotte colpose e’ necessaria un’altrettanto concreta possibilita’ che l’indagato possa ritrovarsi in situazioni simili o analoghe a quelle in cui e’ maturato il fatto di reato e che nuovamente cada negli stessi errori, negligenze o violazioni in cui e’ precedentemente incorso”.


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