La situazione dopo il drammatico naufragio della nave Concordia della Costa crociere “continua a preoccupare” Legambiente. “Dopo il disastro umanitario si rischia purtroppo anche quello ambientale”, si legge in una nota dell’associazione ambientalista, “proprio in una zona che dovrebbe essere tra le piu’ protette in Italia perche’ parte del Santuario dei mammiferi marini Pelagos” nell’Arcipelago Toscano. “L’impegno dei soccorsi, delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine – sottolinea Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – e’ stato fin qua eccezionale. La macchina dei soccorsi si e’ mossa in tempi rapidi e in maniera organizzata. Ci tengo a ringraziare, come Legambiente, anche la popolazione dell’Argentario e del Giglio che a livello umanitario e’ stata fantastica, mettendosi completamente a disposizione dei bisognosi e aprendo negozi, scuole e chiese per ospitarli e accoglierli. Adesso pero’ continuando a dedicare una particolare attenzione al possibile salvataggio di nuove vite umane, bisogna fare presto con lo svuotamento dei serbatoi di carburante e con la totale messa in sicurezza della nave per evitare un disastro ambientale di proporzioni enormi: un vero e proprio caso nazionale e internazionale che metterebbe in seria difficolta’ sia dal punto di vista ambientale sia naturalistico l’area interessata”. Per Gentili “le operazioni vanno attivate al piu’ presto con la programmazione di un serio e meticoloso piano d’interventi da effettuare con le maggiori attenzioni e cautele possibili vista la gravita’ della situazione. In tal senso e’ fondamentale l’intervento oltre che delle istituzioni locali della Regione Toscana, del ministero dell’Ambiente”. Gli ha fatto eco Umberto Mazzantini, responsabile Isole minori Legambiente: “Dopo l’ennesimo incidente occorre ribadire con forza che non ha alcun senso permettere a navi di grande stazza oltre che a petroliere di seguire una rotta in un’area cosi’ delicata e sensibile rappresentata dalle acque del Parco dell’Arcipelago Toscana. Occorre infatti attuare una significativa politica di prevenzione che non intervenire a disastro avvenuto e mettere in primo piano la gestione del Santuario dei cetacei che appare troppo spesso come un’istituzione fatta solo sulla carta. Nello stesso tempo e’ altrettanto importante un intervento risolutivo anche sul caso del traghetto Venezia e dei bidoni di sostanze tossiche a Gorgona”.
Incidente Costa Concordia, Legambiente: “urgentissimo scongiurare disastro ambientale”


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