Incidente Costa Concordia, si continua a cercare. Prelevata la cassaforte del capitano Schettino

Se è vero che la Costa Concordia nulla sembra voler restituire al mondo dopo che é stata ferita a morte, è anche vero che gli uomini che sono sull’Isola del Giglio fanno di tutto per riprendere ciò che al mondo è appartenuto. Le persone, in primo luogo. Così, come spiega l’Ansa, i palombari della Marina militare stamani hanno ricominciato ad aprire varchi nel corpaccione della nave piegata. E l’hanno fatto in modo mirato tanto che alle 13,30 da uno di quei varchi sono riusciti a recuperare il corpo di una donna.

Ieri i palombari sono tornati in acqua con l’esplosivo. Tre cariche, corrispondenti a tre varchi sul ponte 5, quello dove le testimonianze dicono esserci stato il maggior numero di persone nel momento in cui la nave si è inclinata. E hanno avuto ragione. Hanno visto la sagoma, e hanno avvertito la base. Così, con quel meccanismo ormai divenuto perfetto, sono partiti i sommozzatori della Capitaneria di porto per prelevare quello che restava di una donna nel ponte di poppa. Il corpo, devastato dai giorni passati in acqua, è irriconoscibile. Avvolto in un sudario, trasportato a terra, verrà sottoposto alle tristi procedure di identificazione. Così, dalla lista dei dispersi non è stato ancora cancellato un nome, ma un numero. La Costa Concordia tenta di trattenere tutto ciò che aveva quella notte. Ma ormai gli esperti di research and rescue sanno dove cercare.

Anche i sommozzatori dei carabinieri, incaricati dalla procura di prelevare la cassaforte nella cabina del capitano Schettino, sapevano dove cercare. E anche se l’operazione di recupero di quella cassetta era già fallita due giorni fa per le pessime condizioni della nave, oggi ci hanno riprovato. Ed eccoli tornare con cassaforte, due valige e alcuni documenti che saranno consegnati a breve agli inquirenti. Si cerca nel ventre buio della nave, sapendo che in un momento qualsiasi si dovrà smettere. Si cercano corpi, si cercano carte.