Incidente Costa Concordia, un testimone contro il comandante: “ha fatto una bravata”

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Si aggrava la posizione di Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia in stato di fermo di pg con l’accusa di omicidio colposo plurimo, disastro e abbandono della nave. Un membro dell’equipaggio ha raccontato agli inquirenti che Schettino avrebbe dato l’ordine di puntare verso il Giglio, avvicinandosi cosi’ eccessivamente alla costa, per fare vedere l’isola a un maitre gigliese. ”Guarda la tua isola”, sarebbero state le parole del comandante della Costa Concordia. La stessa compagnia di navigazione ha preso di fatto le distanze da Schettino, in una nota emessa nella notte, in cui parla di ”gravi errori del comandante”. L’armatore sostiene che Francesco Schettino potrebbe ”non aver seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”. Contro di lui ”sono state mosse gravi accuse. Sembra – si legge nella nota – che abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave e’ risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure”. La scatola nera racconta che la nave si e’ incagliata alle 21.58. Alle 22.10 l’equipaggio comunica alla capitaneria di porto di avere un problema al generatore ma non parla di urti o secche. L’allarme vero e proprio scatta alle 22.30, molto in ritardo, come messo in rilievo dai pm di Grosseto che indagano sulla sciagura. Schettino invece rivendica ”la correttezza della manovra” e dice di aver puntato sul Giglio ”per evitare il naufragio in mare aperto”.