Urge un decreto per le rotte a rischio. A chiederlo e’ Greenpeace che riferisce di aver “preso nota dell’impegno del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che si e’ gia’ espresso per una regolamentazione severa, promettendo una settimana fa un decreto che regolamentasse le rotte piu’ pericolose“. E “poiche’ il tempo passa e non succede niente“, Greenpeace ricorda al ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, la sua precisa responsabilita’ “nel garantire una risposta rapida ed efficace per la sicurezza in mare“. L’associazione si dice “sbigottita” dall’atteggiamento del governo che “dopo aver promesso, a seguito di un incidente che ‘non doveva capitare’, regole immediate sulle rotte di navigazione, chiede adesso accordi volontari a Confitarma e all’associazione europea delle imprese che gestiscono le navi da crociera“. Greenpeace ricorda che “basta una rapida analisi del database del Lloyd’s Register per verificare che l’impresa USA proprietaria del marchio Costa Crociere – la Carnival corporation & plc – ha all’attivo 225 incidenti, di cui 38 a carico di navi della flotta Costa. Se in questi anni le compagnie avessero voluto impegnarsi ‘volontariamente’ in misure serie di prevenzione, avrebbero avuto tutto il tempo necessario per farlo“. “Limitarsi a parlare di accordi vincolanti con decine di morti e l’incubo di un disastro ambientale e’ semplicemente offensivo“, ha osservato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace, “vogliamo regole certe per proteggere il mare e dare sicurezza a tutti, non solo a chi fa le crociere“.
Incidente Costa Concordia, Wwf: “serve un decreto sulle coste a rischio”


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