“La nave ha preso lo scoglio e uno squarcio di 70 metri non ti perdona, ti manda subito a fondo”. Sono parole del cappellano della Costa Concordia, don Raffaele Malena, che in un’intervista alla Radio Vaticana ha raccontato la propria esperienza personale a bordo della nave che stava affondando. “Quando ho capito che c’era stato uno squarcio di 60-70 metri – ha confidato il sacerdote – ho detto a Gesu’: ‘Pensaci Tu!'”. Quanto al proprio ruolo sulla Costa Concordia in avaria, don Malena ha ricordato che “il cappellano dove e’ chiamato deve correre. Li ho incoraggiati… C’erano tanti bambini, una bambina me la sono presa in braccio, ho chiamato la mamma e ho detto di mandarla subito nella scialuppa e la mamma l’hanno fatta evacuare per prima”. “Sono stati – ha concluso – momenti di panico e di paura per i passeggeri”.
Un grande grazie e’ stato indirizzato agli abitanti dell’Isola del Giglio, per la generosita’ nei soccorsi, dal cappellano della Costa Concordia, don Raffaele Malena. “Voglio ringraziare molto – ha detto don Malena ai microfoni della Radio Vaticana – il parroco del Giglio, che ha aperto subito la chiesa”. “Questa – ha sottolineato il sacerdote – e’un’isola di mille e 200 persone in estate e 700 in inverno. Tutti volevano dare un mano: hanno aperto gli alberghi, ci hanno dato da mangiare, ci hanno dato coperte e tutto quello che avevano ce lo davano. Agli abitanti dell’Isola del Giglio dovremmo fare un monumento… Non ci hanno abbandonati”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?