La Costa Concordia era una nave eco-compatibile: aveva il ‘Green Passport’

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Era una nave “perfetta” la Costa Concordia, almeno sotto il profilo ambientale. La nave ha infatti tutte le certificazioni che garantiscono un impiego eco-compatibile. Di base le imbarcazioni devono essere dotate di un “Green Passport”, un “passaporto verde”, pubblicato dal Registro dei LLoyds di Londra nel marzo del 2010, che elenca tutti i materiali potenzialmente percolosi imbarcati su una nave, sia che si tratti di parte del carico, sia che si tratti di materiali necessari al funzionamento della nave stessa. L’obiettivo del documento, che nasce dall’esame delle linee guida per il riciclo dei materiali derivanti dalle demolizioni delle navi, e’ quello di fornire uno strumento pratico a tutti gli attori coinvolti nella costruzione, smantellamento e demolizione delle navi, per far si’ che sia evitato qualsiasi problema che possa sorgere nel corso delle loro attivita’. Il documento, approvato dall’assemblea dell’International Maritime Organization (IMO) nel 2003, e’ redatto dal costruttore della nave che lo consegna al proprietario dell’unita’. In particolare la Costa Concordia ha avuto la certificazione “Green Star, rilasciata dal RINA (Registro Italiano Navale), un certificato che e’ assegnato alle navi che implementano un insieme di requisiti in sede di progetto, di installazione a bordo dei sistemi nave e apparati (per le nuove costruzioni) e procedurali per le navi gia’ in esercizio. La certificazione Green Star comprende requisiti tesi a prevenire l’inquinamento atmosferico, oltre che marino, affiancandosi ed estendendo quelli obbligatori della MARPOL (Maritime Pollution) la convenzione internazionale che valuta i rischi di inquinamento ambientale provocato dalle imbarcazioni e delle Convenzioni IMO, l’organismo che detta le regole generali che disciplinano i traffici marittimi. I requisiti addizionali che hanno le navi che possono fregiarsi della Green Star sono rivolti alla prevenzione e gestione dei gas che aumentano l’effetto serra e danneggiano lo strato di ozono, alla prevenzione dell’inquinamento da rifiuti oleosi, allo sviluppo di procedure dettagliate per fronteggiare versamenti accidentali in mare di oli oltre che alla messa in opera di tutti quei dispositivi che ne prevengono l’accadere. La Green Star certifica, inoltre, la presenza di un sistema di trattamento liquami e casse di ritenzione delle acque trattate munite di allarmi di alto livello, l’adozione di procedure dettagliate per il tratamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la gestione dell’acqua di zavorra tesa a prevenire il trasferimento di organismi acquatici dannosi e patogeni, l’applicazione di pitture antivegetative prive di stagno. A bordo inoltre e’ presente un ufficiale “ambientale” cui e’ affidato il compito di sorvegliare che le procedure previste siano correttamente eseguite.