L’affondo freddo sarà accompagnato da intensi venti settentrionali, con mari molto mossi o agitati. Insidiosa risacca da Grecale in arrivo anche sul Giglio

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L'asse di saccatura che dalle Repubbliche Baltiche si fionderà verso l'Italia centro-meridionale

Qualcosa si muove sullo scacchiere europeo. Proprio in questi giorni un nocciolo di aria gelida, in discesa dall’Artico e dal freddo mar di Barents, sta invadendo la Lapponia e buona parte delle regione scandinava, dove è in atto un sensibile calo dei valori termici, con picchi già scesi sotto il muro dei -20°, mentre in alcune località lapponi la colonnina di mercurio è scesa sotto i -25°. Un raffreddamento brusco che comunque non ha nulla di eccezionale per il periodo. Tale blocco di aria gelida, d’estrazione artica, già dalle prossime ore si fionderà verso il mar Baltico per propagarsi, molto rapidamente, verso i territori dell’Europa centro-orientale, attraverso una fredda ventilazione dai quadranti settentrionali che dal Baltico si spingerà in direzione della Polonia, Germania orientale, Repubblica Ceca, Slovacchia, fino all’Ungheria, per incanalarsi all’interno dell’area carpatico-danubiana e dei Balcani. La rasoiata fredda, che colpirà l’Europa centro-orientale, sarà supportata in quota da un asse di saccatura (ondulazione ciclonica) che dalle Repubbliche Baltiche affonderà le proprie radici fino all’Italia centro-meridionale e allo Ionio. La formazione di questa ondulazione ciclonica, pronta a supportare l’avvezione fredda verso la penisola italiana, sarà agevolata dal notevole rinforzo della “corrente a getto sub-tropicale” che dall’Africa occidentale risalirà la Libia e l’Egitto per proseguire la sua corsa tra il Medio Oriente e l’Asia meridionale, con massimi di vento particolarmente forti a 300 hpa. In tale contesto entrerà in scena anche l’anticiclone delle Azzorre che si aprirà un varco verso l’Europa centrale, penetrando fino alla MittelEuropa e al mar Baltico con i propri elementi più orientali, riducendo sempre più la distanza con l‘alta pressione termica russo-siberiana che comincia ad affacciarsi sulle pianure Sarmatiche.

I forti venti settentrionali che sfonderanno dalla pianura Danubiana verso il mar Adriatico

Con questa mossa il grande anticiclone oceanico dinamico riuscirà a far fluire parte di quel blocco di aria molto fredda, sull’Europa centro-orientale, verso i Balcani e la penisola italiana. Sul nostro paese l’aria fredda, dopo aver aggirato l’ostacolo alpino, tracimerà dalla porta balcanica, con l’inserimento di intensi e freddi venti di Tramontana e Maestrale che sferzeranno soprattutto le regioni del medio-basso Adriatico, il basso Tirreno e lo Ionio, dove sono attese pure delle burrasche a largo. Già tra il tardo pomeriggio e la serata odierna, con l’affondo delle gelida saccatura dalle Repubbliche Baltiche verso l’Italia centro-meridionale, sull’Adriatico centrale si dovrebbe isolare un nocciolo depressionario, colmo di aria gelida, con isoterme di -34° alla quota di 500 hpa, che darà origine al tanto atteso peggioramento che coinvolgerà le regioni centrali adriatiche, con piogge e rovesci che dalle coste della Romagna e delle Marche si estenderanno all’Abruzzo, al Molise e alla Puglia, per allagarsi, entro la serata, alla Basilicata, la Campania, la Calabria e il nord della Sicilia. In queste ultime regioni non sono esclusi anche dei fenomeni temporaleschi, specie sul basso Tirreno. Sempre dalla serata sull’entroterra di Marche e Abruzzo le precipitazioni potranno assumere carattere nevoso sin dai 600-500 metri, con quota neve in ulteriore calo dalla serata successiva. Mentre in quota andrà a consolidarsi questo nocciolo gelido, con valori di circa -34° a 500 hpa, nei bassi strati, davanti le coste pugliesi, l’afflusso di aria fredda dalla regione carpatico-danubiana, favorirà l’approfondimento di un minimo barico secondario che in nottata si sposterà davanti la città di Brindisi, con un valore sotto i 1002-1001 hpa, è richiamerà intensi venti da N-NE che dai rilievi della Croazia e della Bosnia Erzegovina si verseranno sull’Adriatico, spirando in direzione delle coste di Marche, Abruzzo e Molise, con raffiche anche forti e punte di oltre i 60 km/h nei punti maggiormente esposti. Sul mar di Sardegna e Canale di Sardegna si attiverà un intenso Maestrale che soffierà in modo molto sostenuto, soprattutto a largo.

Nel frattempo gli intensi venti da N-NE, in sfondamento sull’Adriatico, tra il tardo pomeriggio e la serata, scavalcheranno molto rapidamente lo spartiacque dell’Appennino per raggiungere le coste del medio-alto Tirreno, in particolare la Toscana e il Lazio, dalla serata/notte pure la Campania, con intensi e rafficati venti di Grecale e Tramontana che in alcune aree, specie all’uscita delle principali vallate appenniniche, potranno divenire veramente forti, con folate sui 60-70 km/h fra alto Lazio e coste campane. Nella giornata di domani, il minimo barico sul basso Adriatico e l’annesso vortice gelido in isolamento in quota (attorno a 500 hpa), tenderà a spostarsi verso le coste albanesi e il nord della Grecia, approfondendosi sotto i 1000 hpa, pilotando verso l’Italia centro-meridionale forti e freddi venti di Tramontana e Maestrale, che sferzeranno con forza tutto l’Adriatico centro-meridionale, il basso Tirreno e lo Ionio, con burrasche e mari pronti a divenire agitati o localmente molto agitati. Con questo tipo di configurazione l’aria molto fredda dai Carpazi occidentali e dalla pianura danubiana si muoverà verso la Croazia e la Bosnia Erzegovina. Qui i forti venti da N-NE scavalcheranno le montagne bosniache per abbattersi con forti raffiche di caduta sulle coste della Dalmazia ed allagarsi a tutto l’Adriatico centro-meridionale, con delle burrasche, generalmente da Nord, lungo le coste di Abruzzo, Molise e nord della Puglia. Intense raffiche di Tramontana sferzeranno buona parte del territorio campano, dal casertano al salernitano, con raffiche di oltre i 60-70 km/h. Spostandoci all’estremo sud i forti venti dai quadranti settentrionali, seguendo la classica curvatura ciclonica che si svilupperà sul basso Adriatico, tenderanno a piegare più da N-NO e NO, con raffiche forti, o molto forti, che dalla mattinata di domani investiranno il Salento, le coste della Calabria ionica e la Sicilia settentrionale. I venti più impetuosi si dovrebbero registrare tra la costa molisana, l’area garganica e il Salento, dove nel corso della giornata si potranno misurare delle raffiche di picco fino a 70-80 km/h. I forti venti di Tramontana e Maestrale si attenueranno, gradualmente, solo dalla tarda serata successiva, perdendo forza, sia sul medio-basso Adriatico che sul basso Tirreno. Solo sul Salento e sullo Ionio a largo persisteranno dei venti burrascosi da NO per tutta la serata e la nottata successiva, con raffiche sui 60-70 km/h tra brindisino e leccese. Giovedi i freddi venti settentrionali soffieranno ancora sostenuti sul basso Adriatico, Canale d’Otranto e Ionio, con punte sui 40-50 km/h sul Salento, mentre sulle altre regioni la ventilazione tenderà a perdere di consistenza, divenendo debole.

Mareggiate attese fra i litorali del Molise, Gargano, Puglia e nord Sicilia

Mari da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitati a largo, con onde alte più di 3.0-4.0 metri

Con il netto rinvigorimento della ventilazione dai quadranti settentrionali, dal pomeriggio odierno, si assisterà ad un conseguente incremento del moto ondoso su tutti i mari che circondano la penisola. Già dalla serata il medio-basso Adriatico e il Tirreno centro-meridionale da mossi diverranno rapidamente molto mossi (forza 4), con onde alte più di 1.5-2.0 metri. Addirittura il mar di Sardegna e il Canale di Sardegna si mostreranno agitati (forza 5) o localmente molto agitati (forza 6), con marosi alti più di 3.0-4.0 metri a largo delle coste occidentali sarde. Nella giornata di domani, con l’irrompere delle burrasche di Tramontana e Maestrale, quasi tutti i bacini si presenteranno da molti mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), soprattutto il basso Adriatico, il basso Tirreno orientale e lo Ionio. Tra il pomeriggio e la serata di domani lo Ionio rischia di presentarsi molto agitato a largo (forza 6), con lo sviluppo di onde che potranno superare anche i 3.0-4.0 metri di altezza. Delle mareggiate di debole intensità sono attese lungo i litorali del Molise, sul settore settentrionale del promontorio garganico e sulle coste del barese e brindisino. Intense risacche nella giornata di domani si abbatteranno anche sulle coste della Sicilia settentrionale, determinando delle temporanee interruzioni nei collegamenti marittimi con le isole maggiori. Il moto ondoso andrà ad attenuarsi, con una lunga scaduta, solo nella giornata di giovedi, quando tutti i mari passeranno da molto mossi a mossi, tranne lo Ionio che si manterrà agitato a largo.

Purtroppo con l’irrompere, dallo spartiacque appenninico, dei venti di Grecale e Tramontana sul tratto di mare antistante l’isola del Giglio si assisterà ad un rapido incremento del moto ondoso proprio nel punto dove è adagiata la Concordia. L’aumento del moto ondoso, con marosi alti anche più di 1.0 metro, determinerà un incremento della risacca che ostacolerà l’azione dei soccorritori nella parte sommersa del relitto. Le onde dovrebbero sbattere verso la poppa della grande nave. Quel poco che basta per far spostare il gigante di ferro adagiato precariamente sui fondali di fronte il Giglio. La risacca da Grecale e Tramontana dovrebbe insistere fino alla giornata di domani, per scadere dalla serata.