Le eruzioni solari ci proteggono dai raggi cosmici

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Il campo magnetico terrestre

Brillamenti solari, espulsioni di massa coronale, fotoni ad alta energia, raggi cosmici. Lo spazio è pieno di varie forme di radiazioni alle quali un essere umano non vorrebbe essere esposto per molto tempo, e in questi ultimi tempi stiamo assistendo sempre più spesso, grazie all’avvicinarsi del massimo solare, a questi eventi che ci risultano sempre più familiari. Le particelle eccitate viaggiando attraverso un corpo possono causare una serie di problemi di salute, dal conteggio del sangue alle malattie da radiazioni,  dalla cataratta al cancro, e quindi potenzialmente anche alla morte. Fortunatamente il campo magnetico terrestre e l’atmosfera ci proteggono sulla superficie da gran parte di queste radiazioni, ma per quanto riguarda gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale? Cosa potrebbero causare eventi come i brillamenti solari di classe M o X e le espulsioni di massa coronale della scorsa settimana? Sorprendentemente, sono più sicuri di quanto si possa pensare. La tempesta di classe M 8.7 proveniente dal Sole lo scorso 23 gennaio ha inviato una grande ondata di protoni ad alta energia verso la Terra, creando la più grande tempesta solare vista dal 2005. La nube di particelle energetiche è arrivata attraverso l’atmosfera del Sole a velocità ben oltre un milione di miglia all’ora, andando ad impattare sul nostro campo magnetico (Più particelle cariche si muovono e più lentamente avranno un impatto sulla magnetosfera nei giorni successivi). Sulla Terra siamo sicuri, ma gli astronauti esposti a questo tipo di radiazioni potrebbero trovarsi ad affrontare gravi rischi per la salute. Fortunatamente, la maggior parte dei protoni solari non può passare attraverso lo scafo della Stazione Spaziale e quindi fino a quando gli astronauti saranno nel suo interno, saranno al sicuro. Questo però non si verifica in caso dei raggi cosmici. Ma cosa sono questi pericolosissimi raggi? Si tratta di particelle subatomiche super cariche provenienti soprattutto dall’esterno del nostro sistema solare, come ad esempio dalle supernove. Le fonti infatti includono esplosioni stellari, buchi neri, ma non solo. A differenza dei protoni solari, che sono relativamente facili da fermare con materiali come l’alluminio o la plastica, i raggi cosmici non possono essere completamente fermati da qualsiasi schermatura oggi conosciuta. Anche all’interno delle loro navi, gli astronauti sono esposti proprio attraverso lo scafo.

La nostra stella

Le particelle penetrano la carne, danneggiando i tessuti a livello microscopico. Un possibile effetto collaterale è la rottura del DNA, che può, nel corso del tempo, provocare il cancro, la cataratta e altre malattie. In poche parole, i raggi cosmici sono cattivi. Soprattutto in grandi dosi e a lungo termine. Gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale (ISS) sono ancora ben dentro il campo magnetico terrestre e sono quindi al riparo dalla gran parte della radiazione cosmica che attraversa il nostro sistema solare ogni giorno. E, stranamente, quando si verificano eruzioni solari  la quantità di radiazione cosmica della ISS effettivamente diminuisce. Perché? Le particelle solari li spingono via. In un effetto noto come “diminuzione di Forbush”, le particelle magneticamente cariche espulse dal Sole durante i picchi di CME, riducono la quantità di radiazione cosmica dalla ISS, fondamentalmente perché “spazzano via” altre particelle cariche di origine più cosmica. Per ironia della sorte quindi, dal momento che i protoni solari sono meno in grado di penetrare lo scafo di quanto facciano i raggi cosmici, è molto meno pericoloso in presenza di queste massicce eruzioni solari.  Ovunque vada un’espulsione di massa coronale, i raggi cosmici vengono spazzati via, sino anche oltre l’orbita di Nettuno. Proprio a causa di quanto detto, è probabile che future missioni umane verso Marte o verso il nostro satellite, partano proprio in prossimità di un massimo solare, come il periodo attuale. La maggiore protezione dai raggi cosmici sarebbe un grande vantaggio per missioni di lunga durata visto che in realtà non conosciamo tutti gli effetti che le radiazioni cosmiche possano avere sul corpo umano. In definitiva abbiamo visto come le eruzioni solari tendono quindi a salvarci dai pericolosissimi raggi cosmici, e quindi, non sono poi così male come si potrebbe immaginare. Forse la natura ha pensato anche a questo, e quindi, la prossima volta che sentiremo parlare di un’espulsione di massa coronale, o man mano che ci avvicineremo al picco di massima attività solare prevista per il 2013 avremo certamente meno paura.