In queste ore, una poderosa irruzione di gelo artico sta colpendo i Balcani, lambendo l’Italia che vedrà tra domani e martedì un bel pò di freddo nelle Regioni Adriatiche, ma senza precipitazioni. Dalla metà della prossima settimana tornerà l’anticiclone, con temperature in aumento e bel tempo diffuso. E cosìpassanoi giorni e le settimane, e il pensiero di nivofili e freddofili si fa sempre più negativo e pessimista rispetto a questa stagione invernale ancora mai avviata seriamente. E’ davvero blando il dinamismo invernale che in questi mesi dovrebbe contraddistinguere a fasi alterne anche le zone più meridionali del continente con una statistica che vede il passaggio di almeno un paio di sciabolate fredde interessare, ogni mese, parte del Mediterraneo centrale e incluso il settore del centro/nord Italia.
Se al Sud e Sicilia l’inverno ha per ora mostrato alcune ondate fredde moderate con accumuli nevosi abbondanti solo alle quote medio/alte dei rilievi, lo stesso non lo si può dire per altri settori della Penisola che da agosto ormai, tranne isolate eccezioni, come ripetiamo da tempo, sono soggette a figure bariche statiche e monotone come un possente anticiclone “scaccia Inverno”, con caldo e siccità.
Ed è così che lo spettro dell’Inverno 2006/2007 si fa vivo nelle menti di tanti appassionati, quelli che attendono ancora il primo evento, la prima nevicata a quote basse che al Nord dovrebbe capitare almeno un paio di volte nel trimestre invernale, ma che invece per colpa di questo statico impianto barico non avverrà almeno fino a tutta la seconda decade di Gennaio.
Per il futuro si aprono altri scenari con la corrente a getto che tenderebbe ad occidentalizzarsi troppo in pieno Oceano Atlantico; sarebbe l’ennesima beffa.
Che sia un’annata storta, almeno fino al momento, è sotto gli occhi di tutti e nonostante si senta in giro la voce di imminenti eventi storici di neve mai realizzati negli anni precedenti, proclamate sempre dai soliti noti con certezze assolute, ricordiamo che la meteorologia è pur sempre una scienza seria pur se inesatta per eccellenza, e non permette il lusso attraverso il calcolo probabilistico dei modelli fisico/matematici, di poter esprimere previsioni o tendenze dopo un tot. di giorni.
Ecco perchè bisogna diffidare da questo genere di “magie meteorologiche” e invece affidarsi a una scienza che è tutta ancora da studiare nelle sue dinamiche con la speranza che un giorno si possano ampliare il tot di giorni che abbiano un’affidabilità maggiore rispetto d oggi.
L’abbiamo scritto ieri: “Attenzione ai venditori di neve“.
Tornando allo schema barico futuro, quindi, niente fa presagire che in codesto mese si possano rinnovare condizioni bariche favorevoli a ondate di freddo importanti nel Mediterraneo centrale ma quanto meno ci si augura che si possano invece avere le giuste condizioni invernali in media rispetto a quanto prospettano i modelli oggi.
Ecco perchè, se andasse a fallire anche questo mese, poi rimarrebbero solo alcune settimane prima dell’avvento consueto della Primvera che in area mediterranea, non essendo nè la Lapponia ne la Groenlandia, non arriva a maggio e l’inverno farebbe più fatica a caratterizzarsi di eventi importanti specie al centro/nord, anche se non sarebbe la prima volta e nulla va escluso …
