Una potente emissione elettromagnetica proveniente da un radar statunitense nel Pacifico potrebbe aver causato il malfunzionamento della sonda russa Phobos-Grunt, diretta su Marte, ma ricaduta sulla Terra domenica scorsa. A rilanciare l’idea di “colpe occidentali” dietro l’ennesimo fallimento spaziale di Mosca e’ il quotidiano Kommersant. Una commissione d’inchiesta del governo russo sta considerando diverse piste, compresa quella di un “impatto esterno”, ha riferito il quotidiano riportando fonti anonime nell’industria aerospaziale russa. “Gli esperti non escludono la possibilita’ che la sonda possa essere finita accidentalmente sotto l’impatto delle emissioni di un radar Usa posizionato nelle isole Marshall, che hanno innescato il malfunzionamento dei dispositivi elettronici di bordo”, ha spiegato la fonte senza specificare se si sia trattato di un incidente o di un sabotaggio, come aveva fatto intendere di recente il direttore dell’Agenzia federale per lo Spazio (Roscosmos), Vladimir Popovkin. Phobos-Grunt era stata lanciata lo scorso 9 novembre dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, assieme ad un piccolo satellite cinese. Diretta sul Pianeta rosso, si e’ pero’ bloccata all’altezza dell’orbita terrestre, cominciando una lenta caduta incontrollata, fino all’impatto nel Pacifico domenica scorsa di alcuni sui resti. I risultati dell’inchiesta sul fallimento della missione dovrebbero essere resi pubblici il 26 gennaio.
Ls sonda russa Phobos-Grunt potrebbe essere precipitata sulla Terra a causa di un’emissione elettromagnetica proveniente da un radar Usa


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