Meteo a lungo termine: cosa succederà dopo la tempesta dell’Epifania? Ancora freddo da est ma con tante incognite sull’attività del vortice polare

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L'ultima mappa del modello ECMWF per il 14 gennaio: possibile svolta?

Cosa succederà in Italia e in Europa la prossima settimana? Dell’attuale situazione meteo, con la furiosa tempesta che imperversa sull’Europa centro/settentrionale e il suo ormai imminente arrivo sull’Italia, dove avremo un’autentica burrasca tra domani pomeriggio e sabato mattina, stiamo già parlando in numerosi aggiornamento del nostro MeteoNotiziario. Molto più incerta è l’evoluzione a medio/lungo termine, con tantissimi punti interrogativi soprattutto per la prossima settimana.
Intanto dopo la sfuriata dell’Epifania, nel weekend le condizioni del tempo miglioreranno gradualmente. Sabato farà ancora molto freddo al centro/sud con temperature in ulteriore calo al mattino e forti venti settentrionali. Non mancheranno anche residue nevicate fin su coste e pianure di Molise e Puglia e fin dalle bassissime quote in Calabria e Sicilia. Poi, nel corso della giornata e soprattutto nel pomeriggio/sera, i venti andranno attenuandosi (pur rimanendo molto forti nelle zone Joniche) e i cieli tenderanno a rasserenarsi; quella tra sabato e domenica sarà una notte fresca in tutto il Paese, mentre domenica 8 gennaio le temperature aumenteranno ovunque con il ritorno del sole su tutte le Regioni.
All’inizio della prossima settimana, tra lunedì 9 e martedì 10 gennaio, nuovi impulsi freddi provenienti dai Balcani interesseranno l’Italia sud/orientale, con temperature nuovamente in calo specie nel medio/basso Adriatico e al sud. Non è ancora chiaro se questa nuova sbuffata fredda orientale, l’ennesima di una stagione che è ancora soltanto appena iniziata, sarà accompagnata anche da fenomeni precipitativi oppure resterà prevalentemente secca; dopotutto è difficile che con l’arrivo di nuclei freddi così intensi non si formino, quantomeno per contrasti termici, delle nubi tali da determinare rovesci di neve fin a bassissima quota. Ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti.
A lungo termine, da mercoledì 11 in poi l’evoluzione è decisamente incerta. Alcuni centri di calcolo, vedi Ecmwf (mappa a corredo dell’articolo per il 14 gennaio) confermano la possibilità di una svolta stagionale proprio per la prossima settimana, già paventata nei giorni scorsi. Altri modelli, come l’americano Gfs, continuano invece a dare “fiducia” all’impeto della corrente a getto, che continuerebbe ad alimentare una zonalità ormai persistente da oltre un mese, con vortice polare chiuso in rotazione intorno al circolo polare artico e continue profonde tempeste ad alte latitudini. Un copione che si ripete ormai da inizio dicembre, e che solo grazie a una particolare situazione sinottica, con una costante falla barica nel cuore del Mediterraneo, sulle Regioni dell’Italia meridionale, è riuscita a determinare una seconda metà di dicembre decisamente fredda e nevosa nelle Regioni del sud del nostro Paese, che altrimenti avrebbero subito una monotona e mite presenza dell’anticiclone delle Azzorre e avrebbero avuto un inizio d’inverno più simile all’estate, seppur con temperature ovviamente più basse rispetto a quelle della stagione calda.
Dopotutto questa falla barica c’è, e continua a richiamare verso l’Italia centro/meridionale le saccature nord Atlantiche foriere di aria artica polare marittima che entra sull’Italia da nord/est, cosa abbastanza insolita, provocando freddo e maltempo su gran parte del sud con copiose nevicate sui rilievi Appenninici, uno scenario che si ripeterà almeno altre due volte nei prossimi giorni, per la tempesta dell’Epifania e poi all’inizio della prossima settimana.
La stagione invernale, però, resta ancora in attesa della sua svolta che si caratterizzerà per una brusca risalita dell’anticiclone delle Azzorre sull’alto Atlantico, l’interruzione della zonalità, il crollo della corrente a getto e quindi l’affondo del vortice polare verso più basse latitudini. Solo allora l’inverno potrà iniziare davvero su gran parte del continente Europeo, dove dicembre è stato caldissimo specie nel nord/est, tra Russia, penisola Scandinava, area Baltica ed Europa orientale in genere, dove anche in quest’inizio di gennaio continuano a susseguirsi violente tempeste dai connotati autunnali.
Nei prossimi aggiornamenti non mancheranno ulteriori analisi dell’evoluzione a lungo termine, continuando ad aspettare la svolta …