Ieri un nostro gentilissimo lettore, Antonio Corrado da Firmo, a 370 metri di quota in provincia di Cosenza, non lontano da Castrovillari (alle pendici del Pollino), ci ha inviato alcune foto scattate proprio nel giorno di Capodanno con una splendida mimosa in fiore. Le foto, che pubblichiamo a corredo di quest’articolo, ci sono da spunto per alcune riflessioni che ogni anno siamo costretti a fare in questo periodo della stagione, quando questa pianta fiorisce su gran parte d’Italia e in tanti pensano che ciò sia dovuto ad anomale temperature miti anche se in realtà da settimane il tempo è freddo e nevoso, com’è accaduto in questa stagione al sud Italia nella seconda metà di settembre con temperature costantemente inferiori rispetto alle medie del periodo.
In queste fioriture, infatti, non c’è nulla di anomalo: le mimose sbocciano ogni anno d’inverno nell’Italia centro/meridionale, dove il clima è Mediterraneo, perchè sono piante a fioritura invernale. Così come tante altre piante che fioriscono in questo periodo dell’anno nonostante il freddo e la neve.
Ogni anno ci ritroviamo a dover fare sempre le solite riflessioni per smentire determinati luoghi comuni decisamente fuorvianti: con le temperature medie dell’Italia del sud, le mimose fioriscono da sempre nei mesi invernali e ogni anno sarà così: non è certo indice dell’arrivo della primavera, anzi …
In pieno inverno, infatti, mentre molte piante vivono la fase del riposo vegetativo, altre aprono precocemente i loro fiori: è sufficiente che il sole riscaldi un pò la terra, cosa che avviene praticamente sempre, anche d’inverno, nell’Italia del sud e più in generale nelle zone dal clima Mediterraneo, affinchè esse fioriscano rapidamente. Sono piante che preferiscono fiorire sotto la morsa del gelo anziché per effetto dei raggi solari.
I loro fiori sono poveri di acqua, più adatti a sopportare il freddo che a lottare contro il caldo, il quale li asciugherebbe facilmente e li porterebbe alla morte: il loro nemico principale, infatti, è la siccità come sa bene chi le coltiva, innaffiandole in continuazione e mantenendole in luoghi freschi.
Queste piante fioriscono nella stagione fredda anche se il terreno è gelato e quindi povero di sostanze nutritive: ci riescono perchè sono provviste di organi sotterranei ricchi di sostanza di riserva, accumulata nell’estate precedente ed elaborate durante l’inverno. Nascondono nel terreno un bulbo, un tubero o un rizoma. Da questi veri e propri magazzini le piante ricavano quanto occorre loro per fiorire e produrre i semi, in questo modo, danno vita ad altre piante.
È per merito di queste piccole piante che già verso la fine dell’inverno, nella seconda metà del mese di febbraio, si vedono i prati e i pascoli ornarsi improvvisamente di innumerevoli fiori. Lungo i pendii ancora coperti di neve spuntano a migliaia le saldanelle, i bucaneve, i crocus. Molte piante aprono le gemme prima di pervenire allo scoperto, e cioè quando sono ancora sotto la neve.
Tra le più famose piante a fioritura invernale, ci sono la mimosa, la camelia, la maonia, il viburno, il gelsomino d’inverno, il cotogno giapponese, il calicanto invernale, l’erica e la forsizia.
La mimosa, nello specifico, fiorisce quasi ogni anno a fine dicembre o a inizio gennaio, per poi rifiorire a metà/fine febbraio, e la sua immagine ricoperta di neve è una delle più caratteristiche degli inverni Mediterranei.
Niente paura, quindi, se in questi giorni vedrete queste piante in fiore: è una cosa assolutamente normale, sarebbe anomalo il contrario.


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