Era considerato l’inaffondabile, un mito per quell’epoca, un gioiello della tecnologia marina in quell’inizio di Novecento. Ma quella notte di 100 anni fa, alle 23,40 del 14 aprile 1912, bastarono due ore e si compi’ la tragedia dell’affondamento del Titanic nelle gelide acque dell’Atlantico. Una tragedia che ancora oggi riempie pagine di storia. Furono oltre 1.500 le persone che morirono nell’affondamento del Titanic che impatto’ un gigantesco iceberg mentre era in piena corsa. Il transatlantico considerato una delle navi piu’ moderne dell’epoca e per questo battezzato Titanic per volonta’ di J. Bruce Ismay, amministratore delegato della White Star Line, impiego’ 2 ore e 40 minuti per colare a picco dopo la collisione con un iceberg. Alle ore 2,30 del 15 aprile 1912, la nave martoriata giaceva gia’ in silenzio sul fondo dell’Atlantico. La cronaca di quella notte di tragedia e’ rieccheggiata per mesi, mesi e mesi sui giornali di quei primi anni del nuovo secolo.
Il Titanic aveva navigato il venerdi’ ed il sabato prima della tragedia su un mare calmo con tempo buono, ma domenica 14 aprile 1912 durante il giorno ricevette sette avvertimenti di presenza ghiaccio. I rapporti erano arrivati dalle imbarcazioni Noordam, Caronia, Baltic, Amerika, Californian e Mesaba. Per questo il Titanic segui’ la rotta dell’Ourward Southern Track, un ”corridoio” concordato e seguito dalle navi di linea in quella stagione. Nonostante gli avvertimenti, l’armatore Bruce Ismay e il Capitano Edward John Smith non sembrarono preoccuparsene. Alle 21,20 di quella domenica fatale il Capitano Smith si ritiro’ per la notte e all’ufficiale di guardia, Charles Lightoller, disse: ”Se vedete qualcosa di strano avvisatemi”. Era una notte senza luna, freddissima, c’era solo una leggera nebbia ed il mare era piatto: nessuna increspatura che facesse rivelare a distanza la presenza di masse di ghiaccio.
Ma alle 23,40 le vedette Lee e Fleet lanciarono l’allarme: ”Iceberg dritto di prora”. Il primo ufficiale William Murdoch ordino’ al timoniere Robert Hitchens di andare ”indietro tutta, barra a dritta”. La nave inizio’ lentamente a virare, ma l’ostacolo era appena a 450 metri. Per dieci secondi la lama di ghiaccio dell’iceberg squarcio’ la fiancata. Il un taglio aperto fu lungo 90 metri. Molti passeggeri dormivano e non si accorsero di nulla, altri, invece, furono svegliati dal rumore cupo. Il danno era irrimediabile e fu capito immediatamente. Dieci minuti dopo la collisione nei compartimenti a tenuta stagna l’acqua aveva raggiunto gia’ i 4 metri. Thomas Andrews, della Harland Wolff, capi subito che il Titanic era ferito mortalmente. Da quel momento fu un susseguirsi di minuti angosciati e senza via d’uscita. Alle ore 00,15 del 15 aprile 1912 dal Titanic parti’ la richiesta d’aiuto. Il codice non lascio’ dubbi: Cqd, cioe’ venite, presto, pericolo. Poi, subito dopo l’Sos, da poco introdotto. Il segnale venne ricevuto da diverse navi, ma non dal vicinissimo Californian, il cui unico telegrafista se n’era andato a dormire. Il messaggio raggiunse contemporaneamente Terranova ed i telegrafisti trasmisero anche il punto nave, che pero’ fu non esatto. Alle ore 00,25 il Capitano Smith diede l’ordine di mettere in salvo anzitutto donne e bambini. Comincio’ una notte di terrore, di eroismi e vigliaccherie. Alle 02,17 parti’ dal Titanic l’ultimo segnale radio. Ed il Capitano Smith disse al suo equipaggio: ”Ogni uomo pensi a se stesso”. Cosi’ fecero. Poi fu la fine.
Navi affondate, 100 anni fa il disastro del Titanic finito contro un iceberg e a picco in 2 ore


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