Piogge e intense tempeste di sabbia nel Sahara algerino; da domani la goccia fredda africana risalirà fino allo Ionio aprendo le porte del freddo

Si nota la circolazione ciclonica nel cuore dell'entroterra desertico algerino

La goccia fredda che nei giorni scorsi si è resa responsabile delle nevicate che hanno imbiancato le montagne dell’Atlante Sahariano è rimasta relegata, con il proprio perno, nel cuore dell’entroterra desertico algerino. La circolazione ciclonica, a carattere chiuso, con un nocciolo freddo di circa -25° alla quota di 500 hpa (5400 metri), ben strutturata nella media-alta troposfera, in questi giorni ha mantenuto il proprio centro d’azione nel cuore del Sahara algerino, tra la regione dei grandi Erg occidentali (dune di sabbia) e l’altopiano di Tademait (deserto roccioso e pietroso). Questo insolito vortice depressionario, alla deriva nel mezzo di uno dei deserti più grandi del pianeta, ha causato delle precipitazioni sparse, in aree solitamente abituate a vedere poche gocce d’acqua durante l’anno, e intensi venti, in genere da E-NE o NE, con raffiche ad oltre i 70-80 km/h, e un evidente calo dei valori termici. Oltre alle piogge i forti venti nord-orientali che hanno spazzato con forza tutta la regione sahariana occidentale, dal Fezzan fino al nord del Mali e alla Mauritania, hanno prodotto delle intense tempeste di sabbia che si sono estese fino alle coste atlantiche del Sahara occidentale e della Mauritania, li dove il grande deserto incontra l’oceano. Si è venuto a sviluppare un imponente muro di polvere, alto più di 1000-1500 metri, ben evidenziato dalle moviole del satellite africano, che dal cuore del Sahara si è spinto verso i paesi dell’Africa occidentale, per dissiparsi sopra l’Atlantico tropicale. In diverse località dell’Algeria centro-meridionale, del Mali e della Mauritania, le tempeste di sabbia o polvere, note anche con il termine di “Haboob”, sono state cosi forti da determinare delle drastiche riduzioni della visibilità orizzontale, a causa del sollevamento per aria di ingenti quantità di sabbia e pulviscolo desertico fatto turbinare dalle intense raffiche di vento che spazzavano il deserto sabbioso.

Haboob

Le tempeste di sabbia più forti hanno interessato soprattutto l’entroterra algerino occidentale che è stato battuto da raffiche di vento da E-NE e NE molto intense. La stazione di Adrar, piccola città nel mezzo dell’entroterra desertico algerino, nella giornata di giovedi 19 Gennaio, ha registrato una visibilità orizzontale inferiore ai 100-50 metri, mentre era in corso un forte “Haboob”, accompagnato da un impetuoso vento medio sostenuto, tra NE e N-NE, che ha toccato i 72.2 km/h (parliamo di velocità media sostenuta non di raffiche). Un valore davvero notevole. Nella vicina In Salah il vento medio sostenuto da E-NE ha sfiorato i 52 km/h, mentre la visibilità orizzontale è scesa sotto i 200 metri. Anche nel deserto del Fezzan, nel sud della Libia,, in particolare nell’area di Sebha (città da sempre rimasta fedele a Gheddafi), non sono mancate le tempeste di polvere generate dal richiamo, sempre da parte della goccia fredda algerina, di sostenuti venti dai quadranti orientali. Nella regione montuosa dell’Ahaggar e nel sud-est dell’Algeria i venti, a causa del posizionamento della goccia fredda sul Sahara algerino, si sono disposti più dai quadranti meridionali. A Tamanrasset, principale città dell’affascinante regione montuosa dell’Ahaggar, nella giornata di ieri, il vento da S-SE e Sud ha soffiato con raffiche che hanno toccato i 68 km/h. Per tutto il giorno è cielo è rimasto nuvoloso o molto nuvoloso, con una temperatura massima che si è fermata a soli +18° mentre la minima si è attesta a +13.1°, malgrado la nuvolosità. Il richiamo dai quadranti meridionali, sovrapposto in alta quota dalla risalita della “corrente a getto sub-tropicale”, che dal Mali si muoveva verso la Libia e l’Egitto, ha favorito la formazione di un serpentone nuvoloso che si è addossato alle montagne dell’Ahaggar, dove molto probabilmente si sono verificate anche delle precipitazioni sulle cime più elevate. Non capita cosi di frequente. Sempre nella giornata di ieri delle piogge sparse hanno interessato nuovamente alcune località del Sahara algerino. Da notare i 3 mm caduti a Timimoun, mentre 1 mm di pioggia è caduto ad Adrar ed El-Kala.

Le precipitazioni sul deserto algerino

Occhio alla traiettoria di questa goccia fredda che verrà sbalzata fuori dal Sahara da una fortissima “corrente a getto sub-tropicale”

Nel corso della giornata di domani il vortice chiuso in quota verrà agganciato, nell’alta troposfera, dal ramo principale della forte “corrente a getto sub-tropicale” che dall’Africa occidentale si muove a gran velocità verso il Medio Oriente e l’Asia meridionale. Spingendosi verso nord-est la goccia fredda, in graduale colmamento, si sposterà verso il nord-est dell’Algeria fino al confine con la bassa Tunisia, poco a sud del golfo di Gabes, per sfilare dalla nottata successiva, in direzione del mar Libico, dando luogo a delle piogge sparse e a qualche rovescio nella Tunisia meridionale. Martedì il vortice troposferico si sposterà sul basso Ionio dove verrà definitivamente riassorbito da una saccatura che dalle Repubbliche Baltiche affonderà le proprie radici verso i Balcani, la Grecia e il mar Ionio. Si tratterà della stessa saccatura che favorirà l’affondo d’aria fredda verso l’Italia, in particolare sulle regioni centro-meridionali, tra la nottata di martedì e la giornata di mercoledì.