Processo terremoto L’Aquila, ecco la telefonata Bertolaso-Stati

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”Ti chiamera’ De Bernardinis, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione li’ all’Aquila domani su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni, eccetera”. Sono le parole con cui l’allora capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, comincia la telefonata all’allora assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati, il 30 marzo del 2009, il giorno prima la riunione della commissione Grandi Rischi, il cui operato e’ alla base del processo in corso al tribunale dell’Aquila per le fase rassicurazioni alla popolazione, che cosi’ non avrebbe preso le precauzioni tradizionali come quella di uscire di casa dopo una forte scossa, che avrebbero fornito i sette componenti, tra cui scienziati dei terremoti e noti tecnici, al termine dell’incontro. Quella telefonata intercettata nell’ambito dell’inchiesta dalla procura di Firenze sul G8 della Maddalena e i grandi eventi rischia di far finire sotto processo anche l’ex sottosegretario. Infatti, dietro la presentazione di una denuncia di omicidio colposo contro Bertolaso da parte dell’avvocato aquilano Antonio Valentini e di Rifondazione comunista la Procura ha aperto una inchiesta che vede Bertolaso iscritto nel registro degli indagati, oltre al fatto che la trascrizione della telefonata e’ entrata nel processo come fonte di prova con la notifica, unitamente alla registrazione di una trasmissione su La7 andata in onda domenica, a tutte le parti avvenuta nell’udienza di oggi.

Nella telefonata Bertolaso parla di operazione mediatica per tranquillizzare la gente, anche se nelle parole di esordio, quando parla di ”zittire subito qualsiasi imbecille”, il riferimento e’ al tecnico Giampaolo Giuliani che nel corso dello sciame sismico e anche dopo la tragica scossa ha continuato ad annunciare altri terremoti basandosi sull’aumento dei valori dal gas radon. Giuliani, denunciato dal sindaco di Sulmona per procurato allarme in seguito ad una errata previsione, per la comunita’ scientifica nazionale costituiva un problema. ”Devi dire ai tuoi di non fare comunicato dove non sono previste altre scosse di terremoto – ha detto ancora Bertolaso -, perche’ quelle sono cazzate, non si dicono mai queste cose quando si parla di terremoti”. La Stati, in alcuni passaggi chiede scusa a Bertolaso, per il resto limitandosi ad ascoltare. Ecco il resto del discorso di Bertolaso con i passaggi importanti per la procura della repubblica dell’Aquila. ”E’ uscita un’agenzia che dice ‘non ci saranno altre scosse’, e’ una cosa che non si dice mai, Daniela, neanche sottotortura. Quando devono fare comunicati parlassero con il mio ufficio stampa,che ormai ha la laurea honoris causa in informazione in emergenza e quindi sanno come ci si comporta in modo da evitare boomerang. Perche’ se tra due ore c’e’ una scossa di terremoto, che cosa dicono i tuoi? Il terremoto e’ un terreno minato, bisogna essere prudentissimi. Comunque questa cosa la sistemiamo. La cosa importante e’ che adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo, ma vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto d’Italia. Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che e’ piu’ un’operazione mediatica, hai capito?. Cosi’ loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: e’ una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perche’ 100 scosse servono a liberare energia e non ci sara’ mai la scossa, quella che fa male. Parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, che non e’ perche’ siamo spaventati e preoccupati, ma e’ perche’ vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te, facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia”.