Soccorsi Costa Concordia, per il Comsubin è la prima volta su una nave da crociera

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Sono addestrati a sminare porti, navi, installazioni marine. Hanno le capacita’ e i mezzi tecnici per operare in profondita’ sui natanti affondati. Sono i cultori “della scienza subacquea” nelle Forze armate italiane. Ma e’ la prima volta – come confermato al VELINO da fonti militari – che i subacquei del Comsubin intervengono, come hanno fatto questa mattina al Giglio, in un’operazione che riguarda una nave da crociera. Un’eventualita’, spiegano dal Comando subacquei ed incursori, “che finora non si era mai verificata nella storia del reparto”. Due team, da sei palombari ciascuno, del Gruppo operativo subacqueo (Gos) sono arrivati all’isola del Giglio direttamente dal Varignano, vicino La Spezia, a bordo di un elicottero. Gli operatori, gia’ dall’alba, hanno applicato micro cariche esplosive (calcolate in modo da non cambiare l’assetto della nave, operando “dal basso verso l’alto”) sulla fiancata della nave. L’obiettivo e’ aprire dei varchi e “accorciare i tragitti” per poter permettere ai sommozzatori dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine di continuare la ricerca di corpi o di eventuali sopravvissuti al naufragio. L’ipotesi e’ che possano ancora esserci superstiti, che hanno trovato spazi dove rifugiarsi. Insomma, non viene lasciato nulla di intentato. E l’arrivo delle Forze speciali della Marina e’ un segnale da interpretare in questo senso, anche agli occhi della comunita’ internazionale. Il Comsubin e’ infatti un reparto con una lunga storia e con una grande fama, anche all’estero, di efficienza e professionalita’ nel mondo delle Forze speciali. Retto da un ammiraglio, questo Comando dipende direttamente dal capo di stato maggiore della Marina. Dal comandante, affiancato da un ristretto stato maggiore, dipendono il Gruppo operativo incursori (Goi), il gia’ citato Gruppo operativo subacqueo, il Gruppo scuole (responsabile della formazione di base sia del personale incursore che subacqueo), il Gruppo navale speciale (dal quale dipendono nave Anteo, nave Proteo e due motoscafi appoggio subacquei Pedretti e Marino) e l’Ufficio ricerche e studi (responsabile della messa a punto del materiale speciale di entrambe le specialita’). I palombari intervenuti all’isola del Giglio questa mattina hanno seguito, dopo una dura selezione, un corso di nove mesi alla Scuola subaquei al Varignano. In questo istituto vengono formati tutti gli operatori subacquei, anche delle altre Forze Armate e dei corpi armati dello Stato.