
“Non c’e’ alcun collegamento” fra le 17 scosse di terremoto che hanno colpito la citta’ neozelandese di Christchurch in 18 ore e “le picolissime scosse registrate nell’Ohio“. A spiegarlo all’Adnkronos e’ il geofisico Enzo Boschi sottolineando che “la Nuova Zelanda e’ una terra ad alta intensita’ sismica, mentre l’Ohio non e’ una terra molto sismica“. Secondo il geofisico, che ha guidato per anni l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), “scosse dell’entita’ di quelle registrate in Ohio in Italia se ne rilevano circa cinque mila l’anno“. Per Boschi, inoltre, “e’ verosimile” l’ipotesi che a far tremare l’Ohio possano essere le trivellazioni per l’estrazione del gas perche’ “si tratta di un territorio lontano da placche tettoniche“. In ogni caso, ribadisce lo scienziato, “si tratta di due situazioni differenti e non c’e’ alcun collegamento fra cio’ che accade in Nuova Zelanda e cio’ che di verifica in Ohio“, “due terre -aggiunge Boschi– in ogni caso lontanissime fra loro“. “Nessun collegamento“, infine, secondo Boschi, anche riguardo l’isolotto affiorato nel bel mezzo del Mar Rosso, al largo delle coste yemenite, e ripreso da due satelliti della Nasa. “Quest’ultimo fenomeno -conclude Boschi– sembra una situazione piu’ vicina a quella dell’Isola Ferdinandea classificabile come fenomeno vulcanico. L’isolotto che emerse nel canale di Sicilia nel 1831 era costituito da una bocca di un vulcano sommerso che, dopo poche mareggiate, in pochi mesi si inabbisso’ nuovamente“.


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