Un lago di acqua dolce nel mar Glaciale Artico potrebbe influenzare le temperature europee

L'oceano artico

La fusione della banchisa artica dovuta al surriscaldamento termico, oltre alle acque provenienti dai fiumi siberiani e nord-americani, ha aperto un immenso lago di acqua dolce nel bel mezzo dell’oceano polare delle dimensioni di circa 8 mila chilometri cubi. Almeno, questo è ciò che si diceva sino a qualche tempo fa. Recentemente però, un gruppo di ricercatori britannici in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience che ha utilizzato i satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) destinati all’osservazione della Terra, hanno ipotizzato che la causa di quest’enorme cupola di acqua dolce potrebbe essere imputata ai forti venti che imperversano sull’area. Il team ha inoltre divulgato la possibilità che un cambiamento del vento medio possa influenzare notevolmente le temperature sostanzialmente miti del vecchio continente, provocando un costante raffreddamento. Dal 2002, il livello del mare in questa area è aumentato di circa 15 centimetri e il volume di acqua dolce è salito appunto a 8 mila chilometri cubi, cioè circa il 10 per cento di tutta l’acqua dolce dell’ Oceano Artico. Quest’area ha una notevole influenza sulla circolazione oceanica globale in quanto determina la quantità di calore che viene trasferita all’atmosfera.