Venti di uragano fino a 170 km/h devastano l’Europa settentrionale, dalla serata irromperà una nuova tempesta verso l’arco alpino

Il 2012 si apre con una nuova e intensa tempesta di vento che ha spazzato buona parte dei paesi dell’Europa settentrionale, con raffiche che hanno superato la soglia dei 130-140 km/h tra isole Britanniche, sud della Norvegia, Danimarca e Olanda. Sui rilievi della Scozia, in particolare sulle Highlands, alcune stazioni meteorologiche avrebbero registrato delle raffiche di picco di oltre i 170-180 km/h. Tutto merito del passaggio di una spettacolare “depressione-uragano” che si è sviluppata e approfondita nei giorni scorsi, nel tratto di oceano Atlantico, nei pressi dell’Islanda, a seguito dello scivolamento di un grosso blocco di aria abbastanza gelida, isoterme prossime ai -30° alla quota di 850 hpa, dalla Calotta Polare verso il Plateau ghiacciato groenlandese e il mar di Baffin.

Il profondissimo vortice di bassa pressione nella giornata di ieri, ulteriormente rinvigorito dall’avvezione d’aria fredda diretta verso il nord Atlantico, si è poi spostato nel tratto di mare poco a nord della Scozia per andare a finire sul settore più settentrionale del mar del Nord, richiamando al suo seguito potenti tempeste di vento, tra S-SO e O-SO, che hanno spazzato gran parte del Regno Unito, il mar del Nord, il Belgio, l’Olanda, la Danimarca e la Germania, con raffiche fino a 120-130 km/h, localmente anche più. Durante il transito sopra il Mar del Nord il profondissimo ciclone extratropicale, per un breve periodo, è scivolato sotto la soglia dei 956 hpa al suolo, nel tratto di mare ad est di Aberdeen. Un valore davvero notevole che ha innescato delle tempeste particolarmente violente tra isole Britanniche e Danimarca. I venti molto forti che hanno spazzato la Scozia e il nord dell’Inghilterra hanno creato notevoli danni e disagi. Per alcune ore le forti raffiche da O-SO hanno costretto le autorità locali alla chiusura di gran parte degli scali aeroportuali, fra cui quelli più famosi di Glasgow e Edimburgo. Sempre in Scozia tutti i treni sono stati sospesi e alcune strade sono chiuse in seguito ad incidenti o a causa di rami e altri oggetti trasportati dal vento.

I venti di uragano hanno flagellato duramente anche l‘Irlanda del Nord, dove si sarebbero superati ampiamente i 140-150 km/h nei bassi strati e lungo le zone costiere più esposte. Davvero ragguardevole il picco prossimo ai 170 km/h che è stato archiviato nei pressi di Donegal, una delle aree più duramente colpite dalla furia eolica scatenata dal passaggio ravvicinato del profondissimo ciclone extratropicale di 956 hpa. Proprio in questa parte del Nord Irlanda le violente folate da O-SO hanno provocato l’abbattimento di numerosi alberi, danneggiando molte abitazioni. In alcune cittadine dell’Irlanda del Nord l’uragano ha provocato enormi danni alle linee elettriche, determinando estesi black-out. I fortunali dal quadrante occidentale hanno rapidamente attraversato il mar d’Irlanda per abbattersi sulle coste dell’Inghilterra e del Galles. Sul Galles la massima raffica avrebbe superato persino i 150 km/h. Raffiche di vento fino ad oltre i 120-130 km/h si sono registrate pure in Inghilterra. A Portland Bill si sono superati i 135 km/h come raffica di picco e rappresenta il valore più elevato segnalato in Inghilterra, sin dalle basse quote. Ma raffiche di oltre i 100-120 km/h non hanno risparmiato neppure l’estremo sud dell’Inghilterra e la regione del Kent.

Forti mareggiate sulle coste olandesi

Nel corso del pomeriggio e della serata successiva il profondissimo ciclone extratropicale, stimato sui 956 hpa, si è spinto verso il mar del Nord per poi avvicinarsi, progressivamente, alle coste sud-occidentali norvegesi, poco a sud della città di Bergen. La traslazione verso levante della possente “depressione-uragano” ha favorito una rapida propagazione delle tempeste di vento, in genere da SO o O-SO, dal Regno Unito al mar del Nord e alle coste del Belgio, Olanda e in seguito pure sulla Danimarca. Vere e proprie bufere di vento nel corso del pomeriggio e della serata di martedì 3 Gennaio hanno sferzato buona parte del mar del Nord, con venti medi sostenuti che hanno assunto caratteristiche di uragano, con velocità sui 120-130 km/h e raffiche di picco che in alcune piattaforme, a largo delle coste olandesi e norvegesi, hanno lambito o superato la soglia dei 140-150 km/h.

I venti molto forti da SO e O-SO hanno reso il mar del Nord grosso (forza 7), con onde alte anche più di 6-7 metri che hanno reso la navigazione marittima del tutto proibitiva, specie per le navi di piccole e medie dimensioni. Le grandi ondate sollevate dai venti tempestosi hanno innescato intense mareggiate lungo le coste occidentali danesi e sull’estremo sud-ovest della Norvegia, dove i frangenti provenienti dal mar del Nord si sono abbattuti con grande impeto. Sulle coste danesi, basse e sabbiose, non si escludono possibili inondazioni nelle prossime ore, a seguito delle potenti mareggiate spinte con forza verso l’interno dai fortissimi venti da O-SO, che raggiungeranno anche i 120 km/h. Pessime condizioni meteo/marine, del tutto inadatte per la navigazione marittima, interesseranno dalle prossime ore pure il Kattegat e lo Skagerrak, cagionando molti disagi nei trasporti marittimi tra Danimarca e Svezia.

I forti venti, da S-SO e SO, hanno investito in pieno pure il Belgio e l’Olanda, con raffiche che hanno toccato i 100-120 km/h nei punti meglio esposti affacciati al mar del Nord. A Bruxelles il forte vento, che ha sfiorato i 90 km/h, ha fatto cadere un albero che si è abbattuto su un’auto di passaggio, i cui due occupanti sono rimasti bloccati e sono stati estratti dalle lamiere dall’intervento dei pompieri, e poi ricoverati d’urgenza all’ospedale in uno stato grave. In tutto il paese si susseguono le chiamate ai vigili del fuoco per i danni provocati dalla tempesta, mentre sono stati chiusi tutti i parchi pubblici in molte città del paese. Venti molto forti si sono avuti pure sulla costa olandese, dove si sono superati i 120 km/h. Nell’area vicina Texel si sarebbero sfiorati i 130 km/h. Nel corso della giornata odierna, con l’allontanamento della profonda circolazione depressionaria sulla regione del Gotaland, nel sud della Svezia, le tempeste di vento da O-SO, seppur indebolite, si estenderanno dalla Danimarca al mar Baltico e alle coste più meridionali svedesi, con raffiche capaci di superare i 100-120 km/h. Venti molto intensi, ma con una componente più da SO o S-SO, sono attesi sulle Repubbliche Baltiche, in particolare tra Lituania e Lettonia, con intense mareggiate e rischio di locali sulle rispettive coste. Ma attenzione perché dal pomeriggio e dalla serata successiva una nuova tempesta, stavolta più da Ovest e O-NO, dal nord Atlantico si dirigerà verso il Regno Unito per espandersi dalla nottata successiva al mar del Nord, nord della Francia, Belgio, Olanda, Danimarca e Germania, con fortissimi venti da O-SO che nella mattinata di domani sferzeranno l’intera regione alpina, con raffiche anche di oltre i 160-170 km/h sulle massime vette di Svizzera e Germania.