Allerta meteo nelle Marche, “sarà terribile” con accumuli superiori al metro di neve

MeteoWeb
Credit: ESA

‘Blizzard’ in arrivo nelle Marche: cioe’ vento, neve e gelate gia’ dalle prossime ore e fino a tutta la mattinata di sabato 11, con possibili cumuli di un metro di neve nell’entroterra, e 40 centimetri lungo la costa. Un week-end che si annuncia ”terribile”: queste le parole del presidente della Regione Gian Mario Spacca, e che mettera’ alla prova un territorio gia’ stremato da 8 giorni filati di precipitazioni, con paesi e frazioni sepolti da 2-3 metri di neve, 300 abitazioni rimaste isolate per giorni, un picco di 9.000 utenze elettriche scollegate (poi ridotte a meno di un centinaio), viabilita’ difficile e scuole chiuse dal primo febbraio scorso fino al prossimo sabato, anche ad Ancona. Numeri da brivido, che il governatore ha portato oggi al tavolo del Governo con le autonomie locali, uscendone piu’ confortato, perche’ l’esecutivo ha assicurato il sostegno finanziario alle Regioni colpite dal maltempo, e ha annunciato la revisione della Legge 10, quella che secondo il prefetto Franco Gabrielli, ha di fatto ‘depotenziato’ la Protezione civile. Nelle Marche, gia’ dal terremoto del 1997, la Protezione civile e’ un sistema modello (stamani al Senato il dirigente regionale Roberto Oreficini ha incassato l’elogio del Pdl come ottimo ‘manager’ dell’emergenza), ed e’ proprio sulla Protezione civile regionale, e il suo sistema di Sale operative provinciali e Cor regionale, che si scarichera’ la gran parte del lavoro delle prossime ore. Tremila uomini, fra Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia stradale, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato, e 1.100 volontari di 109 gruppi comunali, che dal 31 gennaio, con la sospensione di ferie, riposi e permessi e turni raddoppiati, lotta contro nevicate mai viste prima (186 centimetri a Urbino ieri, 50 in piu’ del record del 1956), per portare viveri, soccorsi e aiuto dove serve. La giornata di oggi, la prima di vera tregua, e’ stata una corsa contro il tempo per riparare spazzaneve e pale andati in tilt per il troppo lavoro (5 solo nella provincia di Pesaro Urbino), rifornire di gasolio e beni di prima necessita’ gli ospedali e le case di cura, liberare il maggior numero possibile di strade secondarie, o perlomeno allargare le carreggiate, spingendo ai bordi i cumuli. Tutto questo mentre i vigili del fuoco rimuovevano la neve dai tetti (e le ‘stalattiti’ pendenti dalle grondaie, principale pericolo) o correvano a verificare che non vi fossero feriti – come per fortuna e’ accaduto – sotto i crolli di una decina di coperture di capannoni e stalle. Ad oggi sono 150 le persone portate via da abitazioni isolate e sistemate in albergo o in altre strutture. Gente spesso raggiunta per la prima volta a piedi dai soccorritori in ciaspole e sci, mentre una grossa mano e’ venuta da mezzi e uomini, anche dell’Esercito, arrivati da Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria, Puglia, Veneto. Al capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile Gabrielli le Marche hanno chiesto in serata piu’ pale e spazzaneve, ma l’invito di Spacca ai marchigiani e’ di non usare l’auto nel fine settimana, se non per motivi di estrema urgenza, e, se possibile, di restare in casa. Sollecitato anche un miglior raccordo con Autostrade per l’Italia, perche’ nei giorni scorsi, l’uscita non programmata e controllata dei Tir dall’A14 ha portato ”quasi al collasso” la viabilita’ esterna: con 2.000 camionisti intraversati o costretti a soste forzate solo attorno ad Ancona.