Le nazioni costituite da piccole isole, constatata la lentezza con cui la comunita’ internazionale si muove per allontanare il pericolo di un innalzamento del livello dei mari, hanno deciso di adire alle vie legali, rivolgendosi alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aja. A darne l’annuncio nei giorni scorsi e’ stato Johnson Toribiong, presidente di Palau, una delle nazioni/piccole isole del Pacifico che si trovano all’interno della cosiddetta Zona rossa, la piu’ a rischio. Il gruppo di cui Palau fa parte vuole ora che la Corte dell’Aja, massimo organo di elaborazione del diritto internazionale, inserisca le implicazioni dei cambiamenti climatici in una cornice legale. ”In 20 anni – ha detto Toribiong – i negoziati sui cambiamenti climatici non hanno portato a nulla. Il problema e’ che ogni stato vede la cosa in modo differente. Per alcuni si tratta di economia, per altri di geopolitica, per noi e’ questione di vita o di morte”. Le nazioni/piccole isole hanno pertanto creato un comitato di esperti incaricato di presentare alla Assemblea generale dell’Onu la richiesta di investire della questione la Corte dell’Aja. Un membro del comitato ha spiegato che la speranza e’ fare valere il principio del danno al di la’ delle frontiere. Il che permetterebbe alle piccole isole alla prese con l’innalzamento del livello dei mari di rivalersi, qualora non vi fossero accordi in materie, sugli Stati che immettono piu’ anidride carbonica nell’atmosfera alimentando l’effetto serra.
Ambiente: le piccole isole chiedono aiuto alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aja


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