Amerigo Vespucci: 500 anni fa a Siviglia moriva il leggendario navigatore

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Cinquecento anni fa, esattamente il 22 febbraio 1512, a Siviglia, si spegneva il navigatore ed esploratore fiorentino Amerigo Vespucci. Fu tra i primi e piu’ importanti esploratori del Nuovo Mondo, tanto da lasciare il suo nome al continente America. L’intuizione fondamentale di Vespucci risiedette nell’aver compreso che le nuove terre non costituissero porzioni di territorio del continente asiatico, ma facevano parte di una “quarta parte del globo”. Egli noto’ infatti, compiendo un viaggio al servizio del Portogallo nel 1501, che l’estensione delle zone scoperte si spingeva fino al 50º grado di latitudine sud. Da tale notevole grandezza comprese di essere in presenza di un continente fino ad allora sconosciuto, quello scoperto per la prima volta da Cristoforo Colombo. Nato a Firenze il 18 marzo 1454, Amerigo Vespucci si formo’ negli ambienti umanistici della Firenze quattrocentesca, venendo in contatto con Paolo del Pozzo Toscanelli, teorico della navigazione verso occidente per raggiungere l’oriente, e il filosofo neoplatonico Marsilio Ficino, dedicandosi poi ad attivita’ commerciali e finanziarie. Inviato a Siviglia da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, vi si stabili’ e inizio’ a collaborare con i viaggiatori spagnoli e portoghesi che sulla scia di Cristoforo Colombo lasciavano l’Europa per esplorare il Nuovo Mondo.

Le scarse notizie documentarie e la dubbia autenticita’ delle sue lettere piu’ famose circolanti fin dai suoi tempi, sulle quali non c’e’ tuttora accordo fra gli storici, non ci danno la possibilita’ di stabilire neppure il numero effettivo dei viaggi transoceanici ai quali Vespucci partecipo’. Certo e’ pero’ che percorse gran parte delle coste sudamericane, dal Venezuela al Brasile, e fu il primo a intuire di trovarsi su un nuovo continente e non in una parte ancora sconosciuta dell’Asia, dove non sarebbe stata possibile l’esistenza di quei popoli, di quella flora, di quella fauna. Cartografo, esperto conoscitore delle posizioni delle stelle, come dell’uso di quadranti e astrolabi (riusci’ a stabilire la longitudine in mare sulla base della distanza lunare) Vespucci fu nominato Piloto Mayor de Castilla dal re di Spagna Ferdinando II d’Aragona, col compito di sovrintendere alla preparazione delle campagne esplorative nel nuovo continente e all’addestramento del personale di bordo nell’uso degli strumenti.

Si narra che proprio a Siviglia Amerigo Vespucci avrebbe conosciuto Cristoforo Colombo. Di certo fu tra i primi propugnatori dell’idea che Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta orientale per raggiungere via mare l’Estremo Oriente. In genere si sostiene che Vespucci compi’ complessivamente quattro spedizioni; piu’ attento alla comprensione della geografia dei luoghi, che alla ricerca di grandi ricchezze, disegno’ un certo numero di mappe delle terre esplorate, che descrisse in alcuni diari. Oggi gli storici sono concordi nel ritenere che Vespucci non compi’ nessun viaggio nel 1497 (il primo viaggio della tradizione 1497-98), che secondo Vespucci sarebbe iniziato il 10 maggio dello stesso anno da Cadice al soldo della Spagna. Di sicuro nel 1499 Amerigo Vespucci partecipo’ ad una spedizione transoceanica armata dalla Spagna al comando di Alonso de Ojeda, con Juan de La Cosa, esperto marinaio e abile cartografo, gia’ al seguito di Colombo, navigando lungo la costa orientale del sud America. In questa occasione, osservando la congiunzione di Marte e della Luna, Vespucci riusci’ a calcolare quanto il viaggio lo aveva condotto ad ovest. Dopo avere toccato terra in corrispondenza della odierna Guyana, Ojeda e Vespucci si separarono; Amerigo prosegui’ verso sud e, toccata la foce del Rio delle Amazzoni, raggiunse Trinidad, il fiume Orinoco, spingendosi tanto a sud da toccare la Patagonia prima del rientro in patria. La constatazione che le terre toccate avevano un’estensione enorme convinse Vespucci che quelle coste dovevano essere il margine di un continente.

Nel 1501, con l’incarico di continuare l’esplorazione compiuta l’anno prima da Pedro Alvarez Cabral e di definire la posizione di Vera Cruz, come era stata ribattezzata dal Cabral la costa del Brasile, per stabilire se il possesso spettasse alla Spagna o al Portogallo, secondo il Trattato di Tordesillas, Vespucci salpo’ su imbarcazioni che portavano la bandiera portoghese e con queste si spinse 400 miglia piu’ a sud della Terra del Fuoco. Durante questa esplorazione, Vespucci realizzo’ che il nuovo continente era separato dall’Asia, compilo’ resoconti dettagliati descrivendo la cultura degli indigeni, la loro dieta, le credenze religiose e, cio’ che rese gli scritti molto popolari, le abitudini sessuali e matrimoniali dei nativi. Questo viaggio, terminato nel 1502, fu il piu’ importante tra quelli di Vespucci e di tutta la storia delle esplorazioni americane. I dati esatti del viaggio non sono ricostruibili con precisione, poiche’ le fonti sono spesso discordanti, ma sappiamo che partirono tre navi e che forti burrasche rallentarono la traversata dell’Atlantico. Le coste del Brasile furono avvistate dopo sessantaquattro giorni, ma il primo approdo venne abbandonato dopo poco, perche’ inospitale e si continuo’ l’esplorazione del litorale, approdando a Capo Santa Maria, Capo San Giorgio, Capo Santa Croce, Rio di San Francesco, toccando la Baia di Tutti i Santi e sostando a Porto Seguro. Il primo di gennaio 1502 le navi guidate da Vespucci entrarono nella baia di Rio de Janeiro, dopo aver doppiato Capo San Tome’, e proseguirono fino a Rio de Cananor, dove gli esploratori decisero di non continuare l’esplorazione del litorale per non entrare in conflitto con la Spagna. Dopo quattro mesi, due sole, delle tre caravelle, fecero rientro a Lisbona.

Il viaggio pote’ confermare quanto supposto gia’ dal precedente: quella terra non era un’isola, ma una ”terraferma grandissima” che nulla aveva a che fare con l’Asia. E nuove erano la vegetazione, gli animali, e gli indigeni, dei quali aspetto, usi e costumi non avevano uguali nel mondo conosciuto. Nel maggio del 1503 parti’ da Lisbona un’altra spedizione, destinata all’insuccesso, con l’incarico di esplorare la costa sudamericana. La figura di Amerigo Vespucci e’ molto controversa: alcuni sostengono che Vespucci abbia esagerato il suo ruolo e romanzato gli avvenimenti; altri che abbia contraffatto gli originali di altri viaggiatori dell’epoca; in ogni caso, a prova della notorieta’ e dei meriti acquisiti dal navigatore, il 6 agosto 1508 ottenne il titolo di “Piloto Mayor”. E’ in dubbio un altro viaggio verso il nuovo mondo durante il quale sembra che Amerigo Vespucci contrasse la malaria e, tornato in Spagna mori’ a Siviglia il 22 febbraio 1512 all’eta’ di 58 anni. Martin Waldseemuller, religioso e cartografo impegnato nella stesura di un planisfero chiamato ‘Carta Mariana’ nomino’ per primo il nuovo continente meridionale America in onore del navigatore ormai celebre. Successivamente nel 1538 Gerardus Mercator disegno’ una mappa dove anche il continente settentrionale porta il nome da America e tutto il nuovo mondo inizio’ ad esser chiamato America.

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