Convegno ad Atrani “Zona Rossa, la montagna viene giù”

MeteoWeb

Sabato pomeriggio nella Palestra Comunale di ATRANI (Salerno) si è tenuto il convegno promosso dal Comitato SOS Torrente Dragone. E’ emerso che i cittadini di Atrani non sono stati informati dagli amministratori se sia stato redatto il Piano di Protezione Civile Comunale. Tutto, pertanto, è come quel tragico pomeriggio del 9 settembre 2010 quando l’esondazione del torrente Dragone devastò la via dei Dogi (provocando una giovane vittima), l’unica strada che attraversa l’abitato di Atrani che è stata ricavata mediante la copertura dell’alveo del torrente. Situazione simile si riscontra in centinaia di aree urbane.

Durante il convegno sono intervenuti Carmen Brachi e Diego Giacobone, due colleghi laureatisi in Geologia alla fine dello corso anno, che hanno illustrato i risultati acquisiti con le ricerche svolte come tesi di laurea. Carmen ha spiegato come si è svolto l’evento idrogeologico e gli effetti nel bacino imbrifero soffermandosi nell’evidenziare l’erronea realizzazione di interventi (briglie frangicolata e briglie a pettine) che avrebbero dovuto mitigare l’impatto di piene lungo l’alveo e che invece sono state in parte messe fuori uso da un evento per niente eccezionale verificatosi nell’ottobre 2011. Diego ha illustrato le linee che dovrebbero essere seguite per l’elaborazione del piano di protezione civile comunale teso a garantire la sicurezza dei cittadini.

Chi scrive ha sintetizzato i risultati acquisiti con le ricerche svolte nelle aree devastate dai disastri idrogeologici avvenuti negli ultimi anni da Messina a Genova. Le ricerche sono state mirate ad individuare e valutare gli effetti al suolo degli eventi piovosi rilasciati durante il transito di cumulo nembi che spesso provocano alluvioni improvvise (flash flood). Attualmente il territorio non ha alcun tipo di difesa relativamente agli eventi piovosi tipo nubifragio che in poche ore rilasciano quantità di pioggia eccezionali da circa 100mm in un ora ad Atrani a circa 400 mm in 4-5 ore come accaduto a Genova e nelle Cinque Terre-Lunigiana nell’autunno scorso. Lo studio ha consentito di mettere a punto un sistema di difesa chiamato Allarme Idrogeologico Immediato che rappresenta l’ultima fase di un sistema di monitoraggio multidisciplinare e multi istituzionale degli eventi tipo cumulo nembi. Si prevede l’integrazione di un monitoraggio tramite radar meteo (ancora mancante in Campania) in grado di individuare con 1-3 ore di anticipo l’area vasta nella quale possono innescarsi ed evolvere cumulo nembi e rete di pluviometri adeguatamente distribuiti e tarati per la lettura molto frequente della pioggia precipitata. Tale rete di pluviometri (attualmente non attivi) installati nei bacini dove si possono verificare transiti di cumulo nembi può consentire di individuare e delimitare, dopo pochi minuti, l’area nella quale è iniziata una precipitazione piovosa tipo nubifragio che può causare innesco e sviluppo di potenti flussi di acqua fangosa e detriti come accaduto recentemente nelle Cinque Terre e a Genova. Dopo pochi minuti che l’evento piovoso eccezionale è iniziato, pertanto, si può lanciare l’allarme idrogeologico immediato. La curva pluviometrica che registra gli eventi piovosi rilasciati dai cumulo nembi ha una tipica morfologia che consente una rapida individuazione dell’evento. Nel caso di Atrani, ad esempio, l’onda di piena che devastò via dei Dogi è sopraggiunta nell’abitato dopo circa 50 minuti dall’inizio dell’evento piovoso, come si riconosce dalla curva pluviometrica registrata a Ravello.

Ci sarebbero state diverse decine di minuti di tempo per fare evacuare la via dei Dogi e fare allontanare i cittadini insieme alle auto.

Dal momento che si conosce in anticipo quale sarà il percorso dei flussi incanalati nell’alveo ed eventualmente sopra nella strada ricavata mediante la copertura del vallone nel tratto di attraversamento dell’abitato, un adeguato piano di protezione civile può consentire di mettere in salvo i cittadini. Per limitare i danni causati dai flussi di acqua fangosa e detriti si propone di dotare di chiusure stagne tutte le aperture degli edifici ubicati al livello strada. In tal modo la strada sopra l’alveo si può trasformare in un condotto impermeabile che consente lo smaltimento delle piene senza danni alle proprietà pubbliche e private.

Si è valutato che il sistema di monitoraggio pluviometrico e delle portate degli alvei con alimentazione elettrica e di trasmissione dati autonoma per almeno 48 ore, per un bacino tipo quello di Atrani, può venire a costare quanto una Panda.

Questo metodo è stato pubblicato subito dopo gli eventi catastrofici delle Cinque Terre e di Genova ed è stato inoltrato alle Istituzioni competenti.

In Campania e  in tutta Italia i cittadini sono ancora indifesi dagli eventi tipo cumulo nembi che sono da ritenere ancora micidiali meteo serial killer pronti a colpire; preferiscono i periodi di cambiamento di stagione meteo, i versanti appenninici  e insulari vicino al mare. Ne sentiremo parlare di nuovo in primavera e autunno con la speranza che non causino vittime.

In base ai dati scientifici acquisiti con le ricerche geoambientali innovative riteniamo che sia possibile la difesa dei cittadini e la mitigazione dei danni.