Il blocco dei mezzi pesanti, l’impercorribilita’ delle strade e le enormi difficolta’ per raggiungere le aziende agricole hanno fatto crollare del 40% le consegne dei prodotti alimentari freschi (frutta, verdura, carne, latte, latticini, uova) dalle campagne ai mercati all’ingrosso rispetto al quantitativo medio abituale. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori, fortemente preoccupata per la situazione in cui oggi versa l’agricoltura itali ana che ha subito conseguenze economiche catastrofiche per centinaia di milioni di euro. In poco meno di una settimana, rileva la Cia, oltre 200 mila tonnellate di merce deperibile sono andate perse o rimaste presso le strutture degli agricoltori. Un danno enorme che si aggiunge alla devastazione di un terzo delle coltivazioni di ortaggi (cavolfiori, radicchio, carciofi, indivia, cicoria), ‘bruciati’ dal freddo polare, e ai numerosi danneggiamenti subiti dalle imprese (serre, cascine, stalle, magazzini, trattori, pompe idrauliche, meccanismi per la mungitura e per la distribuzione del mangime, gruppi elettrogeni). Per questa ragione la Cia rinnova l’appello alle autorita’ competenti affinche’ si garantisca in via prioritaria il trasporto dalle nostre campagne dei prodotti agroalimentari. E’ importante, rileva la Cia, far viaggiare in sicurezza i tir, in maniera da assicurare l’approvvigionamento di frutta, verdura, ortaggi, latte, formaggi, latticini, carne e uova in tutto il Paese. Se la situazione non torna al piu’ presto alla normalita’, sara’ un disastro per l’intero sistema agricolo-alimentare nazionale. Gia’ ora la filiera, dal campo al dettaglio, perde piu’ di 50 milioni di euro al giorno. La Cia ricorda che al momento risultato isolate cinquemila imprese a causa di neve e ghiaccio. E le zone piu’ colpite sono in Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Nelle aziende agricole il gran freddo ha, inoltre, fatto lievitare i consumi del gasolio, con picchi del 30 per cento in piu’ rispetto allo stesso mese del 2011. E cosi’ i costi per i produttori crescono in maniera rilevante. La Cia riafferma la richiesta per la dichiarazione dello stato di calamita’, in modo da fronteggiare con interventi tempestivi i danni causati ai raccolti e alle aziende. Nello stesso tempo ribadisce l’esigenza del rinvio dei pagamenti fiscali e contributivi e dei mutui per i produttori agricoli colpiti dal maltempo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?