Emergenza neve e gelo in tutt’Europa, tagli all’erogazione dell’energia

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L’ondata eccezionale di gelo che da un paio di settimane continua a imperversare in Europa, oltre a un gran numero di vittime – finora i morti sono oltre 500 – sta provocando crescenti problemi negli approvvigionamenti energetici, in particolare nei paesi dell’est Europa e dei Balcani, dove le autorita’, a fronte di consumi record, lanciano appelli pressanti alla popolazione a fare attenzione e a non sprecare energia. Il presidente serbo, Boris Tadic, in visita oggi in alcune zone particolarmente colpite dall’emergenza neve e gelo nell’ovest del paese, ha chiesto ai cittadini di risparmiare elettricita’, invitandoli al tempo stesso a una maggiore disciplina nel traffico e a spalare la neve davanti alle proprie case. Il governo di Belgrado da parte sua ha ordinato alle autorita’ locali di ridurre drasticamente l’illuminazione di insegne pubblicitarie e decorazioni. Tagli nell’erogazione di energia interesseranno circa duemila aziende in tutta la Serbia, ma le case private saranno escluse da tale misura restrittiva. Il governo serbo ha fatto sapere al tempo stesso di vigilare e di elaborare piani di emergenza per possibili alluvioni che potranno far seguito al prossimo scioglimento dell’enorme quantita’ di neve e ghiaccio, una volta passata l’ondata di freddo glaciale. Anche la Bulgaria deve far fronte all’impennata eccezionale di consumi energetici, e il governo di Sofia ha deciso cosi’ di bloccare le esportazioni di energia in altri paesi a partire dall’una di questa notte. La Bulgaria fornisce elettricita’ a Grecia, Serbia, macedonia e Turchia. Oggi nei Balcani il gelo ha registrato nuovi record, con il termometro sceso a -32 in Serbia, sull’altopiano di Peshter. Tutte le maggiori citta’, a cominciare dalla capitale Belgrado, sono state in una morsa di freddo glaciale, con una punta di -27 a Novi Sad, la seconda citta’ della Serbia nel nord del paese. Il traffico fluviale e’ completamente paralizzato lungo i grandi fiumi, tutti ghiacciati, a cominciare da Danubio, Sava, Tisa, sui quali sono in azione i rompighiaccio. E il gelo continua a mietere vittime. Ucraina, Russia e Polonia sono i paesi con il bilancio di morti piu’ pesante, rispettivamente 136, 110 e 77. Non meno drammatica la situazione in Italia, dove le vittime sono finora 46, 44 i morti in Romania, 28 in Bulgaria, 25 nella Repubblica Ceca. In Serbia resta molto difficile la situazione di circa 70mila persone ancora isolate in decine di villaggi e piccole localita’ irraggiungibili per l’impraticabilita’ delle strade innevate e ghiacciate. I soccorsi e i rifornimenti di alimentari e medicinali vengono effettuati con gli elicotteri. Anche in Bosnia-Erzegovina, dove i morti sono una decina, sono molte migliaia le persone isolate, sopratutto nelle zone montuose.