”Mai vista ‘na roba cosi”’. Sono concordi le voci – spesso declinate negli accenti del dialetto romagnolo – delle ‘fasce tricolori’ dell’alto Pesarese, i sindaci ‘montanari’ alle prese da 11 giorni con un’emergenza neve che ha fiaccato uomini e mezzi. Perche’ il problema e’ solo uno: ”la neve e’ veramente tanta e non sappiamo piu’ dove metterla”. Sono stanchi i sindaci, e si sente dal modo talvolta irritato con cui rispondono ai cronisti in cerca di storie suggestive. ”Criticita’ particolari? Se le dico che ci sono due metri e mezzo di neve penso che basti, no?”, risponde ad esempio all’Ansa Franco Corbucci, sindaco di Urbino, al suo secondo mandato. ”L’entroterra e’ quello in cui e’ caduta piu’ neve, questa e’ la verita’. Scrivete ‘sta roba”. ”Abbiamo bisogno di aiuto, il sistema di protezione civile ha fatto miracoli finora, ma adesso non ce la facciamo piu”’, incalza. Esasperato? ”Esasperato, certo – risponde -. La tv e’ piena di Roma, ma e’ qui, nel Montefeltro, nelle Marche, l’emergenza”. Preoccupato per la tenuta dei beni culturali della citta’ patrimonio dell’Unesco? ”Finora non ci sono segnalazioni in quel senso. Piuttosto ci sono i capannoni industriali a rischio crollo”, replica, concreto.
”Vivo a Carpegna da 64 anni ed e’ la prima volta che vedo una cosa cosi”’, racconta Angelo Francioni, sindaco del capoluogo del Montefeltro. ”Prima c’e’ stata una nevicata, poi una grande nevicata, adesso il paese e’ sepolto dalla neve. Abbiamo fatto fronte con i nostri mezzi finche’ e’ stato possibile. Adesso non e’ piu’ possibile”.
”Nevica fortissimo. E’ la cosa piu’ grossa che abbia mai dovuto affrontare”, confida il giovane sindaco di Frontone Francesco Passetti, 35 anni. E’ provato, non solo per quelle 18-20 ore di lavoro al giorno, ma anche psicologicamente. Si avverte piu’ forte il senso di responsabilita’, dice sommessamente: ”Penso: e se non riuscissimo a raggiungere qualcuno che ha bisogno di cure? Se cadesse una slavina e uccidesse delle persone?’‘. Certo, si pensa anche a questo, quando la neve e’ cosi’ alta e tante frazioni sono isolate. ”Situazione drammatica, siamo tornati sotto un metro di neve, oltre a quella che c’era gia’ prima”.
Ha appena fatto una breve pausa, ”un boccone e via”, il primo cittadino di Cagli, Patrizio Catena, tecnico sanitario, e gia’ ci si deve rimettere in marcia. ”Abbiamo poco piu’ di 9.000 abitanti – spiega – ma un territorio di 226 km quadrati, il doppio della superficie del Comune di Pesaro, con molte frazioni sparse”. ”Nevicate cosi’ copiose i vivi non le ricordano. Abbiamo impiegato centinaia di camion per portare via la neve, 30-40 solo per liberare la piazza. Ora, per stoccarla, abbiamo individuato due piattaforme”. Catena vive l’emergenza sul campo: ”Vado sempre in giro, non mi sono mai fermato. Conosco bene il territorio e conosco le persone”. Per lui il problema e’ anche in prospettiva: ”Quando la neve si sara’ sciolta, allora si presenteranno i conti. Speriamo in risposte adeguate per la copertura delle spese”, prospetta, con pudicizia, perche’ qui la gente e’ abituata a rimboccarsi le maniche e a non chiedere niente. Ma di fronte a un disastro di questa portata le poche migliaia di euro che puo’ mettere a disposizione un piccolo Comune sono davvero un’inezia.
”Siamo in mezzo a 2 metri di neve. Oggi e’ stata liberata un’antenna sul monte Nerone gravata da un cumulo di 5 metri. La neve e’ tantissima, una roba fuori dal comune, che in 60 anni non avevo mai visto. Persino i mezzi vanno in sofferenza”. E’ il ritornello che ripete anche il sindaco di Macerata Feltria, comune ai piedi del Monte Carpegna, Luciano Arcangeli. ”Io non sono tanto alto – scherza – un metro e 70, ma quando sono uscito di casa il muro di neve mi superava. Altro che Roma e Alemanno! Una roba ridicola, quella”. Qui invece…”Il blizzard dell’ostia! Scusi, sa – scoppia a ridere – io sono mezzo romagnolo”. Ma per ora nessuna secessione dalle Marche, assicura, come hanno fatto invece i 7 comuni dell’alta Valmarecchia migrati verso la Romagna.
Emergenza neve, i sindaci “montanari” di marche e romagna: “mai vista qualcosa del genere”


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