Emergenza neve nelle Marche: il fermano è in ginocchio

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Dopo l’illusione di ieri mattina, quando il sole era comparso come da un incubo e aveva cominciato a sciogliere la neve, il Fermano si risveglia nell’incubo di una bolla gelata. La nuova bufera che ha infierito per tutta la notte, alimentata dal blizzard che sparava folate di vento fino a 80 chilometri l’ora, ha di nuovo coperto ogni cosa, ogni profilo. A questo punto non ha piu’ senso distinguere singoli quartieri, singoli paesi isolati. L’intera provincia e’ chiusa in se stessa, le vie d’accesso al suo interno sono pressoche’ inaccessibili, le strade collinari coperte uniformemente di una lastra spessa e ghiacciata, la stessa fascia costiera non e’ stata risparmiata. Altre conduttore si sono gelate, altri contatori sono saltati. Per tutta la notte e’ caduta la neve, ricoprendo i cumili radunati dai mezzi, che gia’ superavano il metro e mezzo, i due metri in alcuni casi. Adesso non c’e’ piu’ spazio dove sgomberarli, non si possono scaricare oltre, sopra la neve vecchia. Dopo 10 giorni continui di precipitazioni spietate, il Fermano e’ stremato, rassegnato. I mezzi di soccorso usciranno anche oggi, ma i pochissimi negozi ancora aperti suggeriscono una ostinazione irragionevole. Nessuno per le strade, qualche rara, temeraria macchina procede piu’ lentamente che a passo d’uomo; poi si ferma, spesso non riesce a ripartire. Ci sono quartieri, come Santa Caterina, che gia’ ieri erano in ginocchio, e nel sole avevano sperato. Adesso sembrano rioni fantasma e la temperatura in queste ore e’ crollata, sulle inferriate dei balconi e’ cresciuta una crosta di ghiaccio, dalle grondaie e dai tetti pendono stalttiti trasparenti. Non si sa quando le scuole riapriranno. E il blizzard continua, le folate non danno pace. Nessuno questa mattina si sfinisce con una pala. Sarebbe assurdo e poi la sensazione e’ che sia del tutto inutile, che questa morsa non cessera’ piu’. QUesta mattina il cielo e’ di metallo, non si vede ombra di sole.