Eternit: oggi la sentenza di un processo storico

Un capo d’accusa con un elenco di 2.191 morti e 665 malati a causa delle patologie correlate con l’amianto (dato ora da aggiornare in negativo), circa 6.400 richieste di costituzione di parte civile, quasi interamente accolte: il processo Eternit di Torino per i morti e malati d’amianto e’ la piu’ grande causa in materia mai celebrata in Europa. La sentenza del giudice Giuseppe Casalbore e’ attesa per oggi, dopo un breve intervento dell’accusa, al termine del quale iniziera’ la camera di consiglio. L’accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e dai sostituti Gianfranco Colace e Sara Panelli, ha individuato nei due imputati gli “effettivi responsabili della societa’ Eternit Spa”: lo svizzero Stephan Schmidheiney, 64 anni, e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 89 anni. Sono accusati di disastro ambientale doloso e di omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche nei luoghi di lavoro, in riferimento al periodo dal 1952 al 2008 negli stabilimenti italiani della Eternit a Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Per loro, i pm hanno chiesto la condanna a 20 anni di carcere.
Il processo aveva preso il via con l’udienza preliminare il 6 aprile del 2009, con uno sforzo organizzativo senza precedenti: dieci banchi di registrazione, tre maxiaule, circa 500 persone al lavoro per garantire lo svolgimento e la partecipazione al processo. Alle quasi tremila parti civili composte da familiari di vittime dell’amianto e ammalati a causa delle fibre-killer, si sono aggiunti sindacati, associazioni, enti locali. I due imputati erano stati rinviati a giudizio il 22 luglio 2009 e il processo e’ iniziato il 10 dicembre 2009. “Non abbiamo contestato il dolo per la gravita’ delle conseguenze – aveva detto in aula il pm Raffaele Guariniello iniziando la sua requisitoria – ne’ per la commozione suscitata ne’ per dare risposte alle domande di giustizia della gente: la contestazione del dolo e’ frutto di un’analisi meditata. Sono state le indagini a imporci di contestarlo e anche le risultanze emerse da questo dibattimento”. Guariniello ha parlato di “un disastro che ancora oggi continua a verificarsi, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi, per scelta consapevole dei responsabili. Non siamo in presenza – ha aggiunto il magistrato – di eventi sporadici o di carenze episodiche, ma di carenze strutturali, addebitabili a scelte di una precisa politica aziendale”. Guariniello ha sottolineato che all’inizio dell’inchiesta, nell’immediatezza dei fatti, si contestavano reati colposi e che, proprio per le scelte di politica aziendale, di carattere strategico, che avrebbero indirizzato il comportamento degli imputati, “nessuna capacita’ di intervento puo’ attribuirsi ai dirigenti italiani degli stabilimenti”.
Le difese degli imputati hanno sempre respinto ogni accusa, contestando innanzitutto l’indicazione di Schmidheiny e di De Cartier come “effettivi responsabili” della Eternit Spa. “Louis de Cartier non ha mai ricoperto un ruolo operativo in Eternit S.p.A. – avevano detto i suoi avvocati in aula – e non aveva deleghe operative. Louis de Cartier e’ stato membro, senza deleghe, del Cda della societa’ per un periodo di tempo limitato, dal 1971 al 1975. Come conseguenza, non aveva responsabilita’ e conoscenza diretta sulle condizioni di salute e sicurezza degli stabilimenti. Non puo’ avere, quindi, responsabilita’ per i reati contestati”. Non solo: per i legali, “durante il periodo in cui de Cartier era membro senza deleghe del Cda di Eternit S.p.A., sono stati deliberati investimenti volti a migliorare l’ambiente di lavoro, che rappresentarono piu’ di tre quarti degli investimenti realizzati durante quel periodo e portarono a un significativo miglioramento delle condizioni di lavoro riducendo di dieci volte i valori massimi di concentrazione”. La difesa di Shmideiney aveva anche aggiunto che la ricostruzione dei fatti al processo sarebbe del tutto inattendibile perche’ impossibile, dopo 30 anni, rintracciare tutti i testimoni e la documentazione necessaria: secondo l’avvocato Astolfo Di Amato, il processo si risolverebbe in una ipotesi che resterebbe senza una verifica effettiva.

LA SENTENZA ALLE 13:15 – E’ prevista per le 13,15 la lettura della sentenza da parte del giudice Giuseppe Casalbore del processo Eternit. L’avvocato Cesare Zaccone, legale di Louis de Cartier, ha rinunciato alle ultime controrepliche previste; il giudice Casalbore ne ha preso atto e si e’ ritirato in camera di consiglio.

SENTENZA IN DIRETTA SUL WEB – La sentenza del processo Eternit di Torino per i morti e malati da amianto, attesa per oggi, sara’ trasmessa in diretta streaming su Internet attraverso almeno tre canali web: il sito Internet della provincia di Torino (www.provincia.torinogov.it), il sito dell’associazione dei familiari e delle vittime dell’amianto (www.afeva.it) e, in inglese, al link http://asbestosinthedock.ning.com/. Al palazzo di giustizia di Torino sono attese circa 160 delegazioni straniere delle parti lese da tutto il mondo. Pubblico e giornalisti sono dislocati in svariate aule: nell’aula 1, che conta 250 posti, sono presenti le parti in causa (procuratori e avvocati), i rappresentanti collettivi delle parti civili, giornalisti, fotoreporter e operatori televisivi. Le delegazioni straniere troveranno posto nell’aula 2 (250 posti), dove e’ attivo anche un servizio di traduzione simultanea in francese e inglese. L’aula magna (700 posti) e’ riservata ai familiari costituitisi parte civile e delegazioni da varie localita’. La Provincia di Torino ha messo a disposizione anche l’auditorium della sua sede di corso Inghilterra (non distante da Palazzo di Giustizia), da 316 posti, che ospitera’ studenti di Casale Monferrato e di Bologna.

“COMUNQUE VADA, SARA’ UN SUCCESSO” – “Comunque vada e’ un processo storico”: lo ha dichiarato il pm Raffaelle Guariniello, entrato nella maxiaula 1 in cui si terra’ l’ultima udienza del processo Eternit, al termine della quale iniziera’ la camera di consiglio. Sempre oggi e’ prevista la sentenza. “E’ il piu’ grande processo nel mondo e nella storia in materia di sicurezza sul lavoro – ha detto Guariniello – e dimostra che un processo si puo’ fare. Bisogna lavorare per dare giustizia, noi abbiamo avuto aiuto da quasi tutte le istituzioni”.

ETERNIT, MORTI E MALATI IN COSTANTE AUMENTO – E’ stata definita una “strage silenziosa” quella tuttora in corso a Casale Monferrato, nell’alessandrino, la citta’ piu’ colpita dalla dispersione delle fibre di amianto, benche’ lo stabilimento Eternit abbia chiuso i battenti nel 1986. E dovra’ essere aggiornato il conto delle circa 3mila parti civili che si sono costituite al processo in quanto ammalati o familiari di vittime dell’amianto. Asbestosi, mesotelioma pleurico, tumori polmonari, tutte patologie correlati con la sostanza, hanno continuato a colpire a Casale anche negli oltre 2 anni di processo. Particolarmente toccante per i casalesi e’ stata la scomparsa, il 6 luglio del 2010, a processo in corso, di Luisa Minazzi, da sempre in prima fila nella lotta contro l’amianto, stroncata da un mesotelioma il 6 luglio 2010. Direttrice didattica, fu assessore all’ambiente ed esponente di comitati ambientalisti. Per ricordarla, il pubblico delle udienze del processo, che ha sempre portato al petto un adesivo giallo con la scritta “giustizia nel processo Eternit”, ha anche indossato nell’udienza successiva alla scomparsa di Minazzi il lutto al braccio. Ma la strage silenziosa continua e, anzi, e’ destinata a farsi sempre piu’ drammatica: secondo gli esperti, alcuni dei quali testimoni nel processo di Torino, il picco di morti a Casale dovrebbe essere toccato nel 2020.