Il gelo comincia a farsi veramente cattivo in molte aree del vecchio continente, con l‘avvento di quel nocciolone d‘aria molto fredda, proveniente direttamente dai bassopiani della Siberia occidentale e dal nord delle steppe del Kazakistan. Nei paesi dell’Europa orientale le autorità sanitarie locali hanno già fatto scattare lo stato di allerta, a seguito dei numerosi decessi per assideramento. Nella maggior parte dei casi si tratta per lo più di soggetti anziani, senza tetto, barboni, stroncati dalle bassissime temperature, che in molte aree dell’Europa orientale, sono scese abbondantemente sotto la soglia dei -20° in pianura. La situazione più critica la si riscontra in paesi come l’Ucraina, la Romania, la Moldavia, la Bielorussia, la Polonia, le Repubbliche Baltiche, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e le regioni dell’area balcanica-danubiana, dove la colonnina di mercurio è destinata a scendere ulteriormente già dalle prossime ore. Per far fronte alla grave emergenza le autorità locali di questi paesi hanno deciso di tenere aperti, 24 ore su 24, molti dormitori pubblici e impianti sportivi, per ospitare le migliaia di persone che non possono garantirsi un tetto sicuro. Ma nonostante le tante iniziative la strage di senza tetto non si arresta e quasi ogni mattina, per le periferie di grosse città, come Kiev, Varsavia, Minsk, Bratislava, Budapest, si continuano a raccogliere i cadaveri. L’aria gelida sta causando tantissimi disagi, soprattutto nel settore dei trasporti. In alcuni paesi, come in Ucraina e in Moldavia, è stata decisa persino la chiusura delle scuole e la sospensione di tutte le attività didattiche fino alla prossima settimana visto le temperature da freezer. Come previsto, le acque all’interno di alcuni porti del Baltico e del mar Nero, iniziano a gelare e a mettere in pericolo la navigazione marittima.
In Ucraina, ad esempio, il porto di Yevpatoria è già gelato e tutte le attività sono al momento sospese. I problemi e i disagi per il gelo ora si spostano nell’area del Baltico e sui paesi della MittelEuropa, dove sta per giungere la parte centrale del nocciolo gelido siberiano, caratterizzato da isoterme sui -22° -24° alla quota di 850 hpa, con valori ancora più bassi nella parte inferiore della colonna d’aria visto la natura del “freddo pellicolare”. Difatti il freddo andrà ulteriormente ad intensificarsi fra la giornata di domani e quella di sabato, specie fra Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania e Austria, con valori termici che rimarranno abbondantemente sotto gli 0°. In molte località di pianura si potranno sperimentare temperature massime di soli -10° e minime pronte a catapultarsi sotto il muro dei -20° -25°. Ebbene ricordare per dovere di cronaca che finora, malgrado le forti gelate in tutto il continente, non si è registrato alcun record assoluto e molto probabilmente, anche durante la fase clou, non se ne registrerà alcuno visto che i paragoni con le invernate del passato (quelle davvero toste che mettevano in ginocchio l‘economia del continente) sono del tutto risibili. Forse solo qualche stazione montana o con una serie ridotta potrà riuscire a migliorare il proprio record personale. Il gelo, avendo una origine propriamente siberiana e molto secca, non è stato in grado di apportare grandi nevicate, anche se in alcune aree, come sulle sponde settentrionali del mar Mediterraneo e sul bacino del mar Nero, l’aria gelida in arrivo da E-NE ha interagito con masse d’aria molto più miti e umide preesistenti in loco, generando delle nevicate fino a quote pianeggianti fra le coste settentrionali della Turchia, sul Bosforo, nel nord della Grecia, l’area balcanica e sull’Italia centro-settentrionale. Come capita spesso, durante le intrusioni gelide continentali pilotate dalle propaggini più occidentali del noto anticiclone termico russo-siberiano, l’aria molto fredda che affluisce in modo retrogrado dalle pianure Sarmatiche si versa sulle sponde più settentrionali del mar Nero e del mar Mediterraneo, confluendo o scorrendo al di sotto delle più umide e miti correnti occidentali che caratterizzano il regime circolatorio delle medie latitudini. Quando le differenti masse d’aria si mescolano fra di loro possono svilupparsi delle profonde ciclogenesi autoctone che apportano severe fasi di maltempo, con fitte nevicate fino alle zone costiere, proprio come avvenuto nei giorni scorsi lungo le coste settentrionali della Turchia, dove la neve ha imbiancato tutte le aree costiere sul mar Nero, fino all’estremo est, vicino il confine georgiano, con accumuli molto consistenti sulle alture, già sopra i 200-300 metri.
Ma la neve sta coprendo per bene anche le regioni della Romania meridionale, la Bulgaria e a breve pure la Tracia e le coste affacciate sul mar di Marmara. Vere e proprie bufere di neve, tra domani e la giornata di sabato, sferzeranno pure le aree montuose e collinari della Grecia, in particolare la Macedonia, l’Epiro e il Pindo, e i monti di Serbia, Bosnia Erzegovina e la Croazia, dove molti centri abitati e paesi sono a serio rischio di isolamento visto gli abbondanti accumuli al suolo. Il lago di aria gelida russa-siberiana, nella giornata di domani, riuscirà a spingersi anche sulla Spagna, dove penetreranno gelidi venti da N-NE che oltre a far calare le temperature daranno luogo a fitte nevicate che raggiungeranno le coste della regione Cantabrica e le province Basche, con imbiancate per città come Bilbao e San Sebastian, ben esposte allo stau prodotto dai gelidi venti da N-NE. Ma con lo sprofondamento del nocciolo gelido fino alla penisola Iberica, per merito dell’irrobustimento del ponte anticiclonico fra l’alta delle Azzorre e le propaggini più occidentali del gelido anticiclone termico russo-siberiano (che dal vicino Atlantico si estende fino alle pianure Sarmatiche), la neve imbiancherà fin dalle bassissime quote molte aree montuose interne della Spagna orientale e persino la Catalogna, fino alle coste. Anche Barcellona rischia di essere imbiancata sin dai quartieri più bassi. Sembra sfumare l’ipotesi di una nevicata sull’area di Valencia, che manca da oltre 52 anni, mentre le fioccate non dovrebbero risparmiare neppure le isole Baleari, fra la serata di domani e la giornata di sabato. Non sono esclusi anche dei temporanei accumuli, con la formazione di un sottile velo bianco, specie fra le isole di Maiorca e Minorca. L’unica cosa certa è che il gelo continuerà ad inglobare l’intera Europa anche per buona parte della prossima settimana, con un clima glaciale in vari angoli del continente.



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