
L’intensa ondata di gelo che da oltre 15 giorni tiene sotto scacco l’intera Europa non sta risparmiando neppure i paesi nord-africani, investiti da abbondanti nevicate, con temperature largamente inferiori alle medie del periodo. La situazione più difficile si sta riscontrando proprio tra l’Algeria e la Tunisia, dove il freddo e le nevicate dei giorni scorsi continuano a provocare enormi disagi e purtroppo anche molte vittime. Delle 80 vittime fino ad ora accertate in tutta l’Algeria settentrionale, 30 hanno perso la vita in incidenti stradali causati dal ghiaccio o dalle strade innevate. Le altre principali cause di decessi sono le fughe di monossido di carbonio, provocate da impianti difettosi o dal fatto che, in carenza di gas butano per il riscaldamento, molte famiglie usano camini, sigillando ogni finestra e porta e facendo, così, delle abitazione delle trappole mortali, senza il normale ricambio dell’aria. Sono ancora moltissimi i centri isolati e, se i mezzi dell’Esercito o i volontari riescono a creare un passaggio nella neve, non giungono i rifornimenti di cibo e combustibile. In alcuni comuni la popolazione, esasperata, ha occupato per protesta il municipio. Il quotidiano El Watan, sovente molto critico nei confronti dell’attuale governo algerino, nel descrivere le sofferenza che la popolazione sta affrontando, parla addirittura di un vero e proprio ”martirio”.

Le fredde correnti di lontane origini russe-siberiane, dopo aver invaso tutta l’Europa, si sono prontamente riversate sul nord-africa, con freddi venti settentrionali che dalla Francia e dall’Italia centro-settentrionale hanno attraversato il Mediterraneo centro-occidentale per impattare contro l’imponente catena montuosa dell’Atlante Telliano. L’aria fredda, passando sopra le più miti acque del mar Mediterraneo centro-occidentale, si è caricata di umidità nei bassi strati, riscaldandosi e instabilizzando di conseguenza la massa d’aria che ha raggiunto le coste nord-africane con una intensa nuvolosità che si è addossata lungo il versante settentrionale della catena montuosa dell’Atlante Telliano. Qui lo “stau” agli intensi venti da N-NO e NO ha dato luogo a precipitazioni e rovesci a carattere sparso che hanno assunto carattere prettamente nevoso sin dalle basse collina. In qualche caso, come nell’area di Algeri, le fioccate si sono spinte poco sopra le aree litoranee. Nella capitale Algeri la neve ha imbiancato tutti i quartieri collinari della città, con accumuli prossimi ai 5-10 cm, tanto che molti ragazzi (come si vede su molti video postati su You-Tube) sono scesi per le strade innevate per giocare a palle di neve fino a notte fonda.

Ma tanta tanta neve è caduta su tutto il versante settentrionale dell’Atlante Telliano, dove lo “stau” alle fredde correnti settentrionali, ha determinando delle nevicate sparse che sono andate avanti per gran parte della scorsa settimana. Le forti nevicate hanno ammantato quasi tutte le città dell’Atlante, con accumuli disomogenei che variano dai 5-10 cm fino a 50 cm in alcune cittadine, oltre i 1000 metri di altezza. Pensate che nella città di Medea, siamo oltre i 900 metri, la scorsa settimana l’accumulo nivometrico ha superato i 50 cm, più di mezzo metro in pieno centro, grazie ai forti temporali nevosi. Imbiancate anche le città e i centri di Setif, Saida, Mecheria, Batna, Constantine, Oum El Bouaghi, Bordj Bou Arreridj, Djelfa, Elbayadh, quasi tutte sopra gli 800-1000 metri, con accumuli variabili fra 5-10 cm a 15-20 cm o anche più. Ma nelle aree montuose più elevate gli accumuli si fanno davvero notevoli e superano abbondantemente i 50-60 cm. A causa degli eccessivi depositi e del ghiaccio molti villaggi montani sono rimasti isolati per giorni. L’abbondante innevamento dell’Atlante settentrionale è ben visibile dalle immagini satellitari che da giorni continuano a mostrare una estesa fascia bianca che dalle cime più elevate si allunga fino ai bassi rilievi che sormontano la costa algerina.

La neve è comparsa anche su tutte le alture della Tunisia, dove molte città e villaggi sono stati coperti da un sottile velo bianco che ha saputo regalare degli scenari davvero surreali. Molte le città che sono state interessate dai rovesci nevosi, come Tabarka e la città di Tebessa, dove la neve si è depositata sopra i palmeti. Alcune cittadine sono davvero irriconoscibili sotto le fitte nevicate. Su You-Tube sono reperibili parecchi video che testimoniano l’evento. Purtroppo anche qui non sono mancati i problemi e i disagi a causa del freddo e della neve. Molte strade, sulle alture interne, sono state rese del tutto impraticabili per il ghiaccio che si è formato sopra i terreni innevati di fresco. Nelle zone montuose, nei pressi del confine algerino, il manto nevoso ha raggiunto altezze molto considerevoli. Sempre secondo le fonti locali tunisine il ponte su più arcate che collegava, nel governatorato tunisino di Jendouba, le località di An Draham e Hammam Bourguiba ad altri centri abitati, è crollato venerdì sera sotto il peso della neve che si è accumulata in questi giorni. Secondo radio Shems, che ne ha dato notizia, in seguito del crollo dell’importante infrastruttura, le località di Tegma, El Bhira, Erwaii, Oueled Khmissa e Adissa sono completamente isolate e irraggiungibili. Parte dell’aria fredda, scavalcando l’Atlante Telliano, si è riversata anche nel cuore dell’entroterra del Sahara algerino, con sostenuti venti da N-NO che hanno contribuito a far abbassare notevolmente i valori termici, rendendo il clima insolitamente fresco per diversi giorni. Nella giornata odierna la residua ventilazione settentrionale porterà altre nevicate sparse sul versante settentrionale dell’Atlante Telliano, seppur a quote un po’ più alte rispetto ai giorni precedenti. Altre nevicate sparse si vedranno pure sulle montagne interne della Tunisia settentrionale, almeno fino alla mattinata di domani. Il freddo e le nevicate dovrebbero cominciare ad attenuarsi già da mercoledi, con l’avvento di masse d’aria più miti in quota che determineranno un graduale rialzo termico dopo il grande freddo dei giorni scorsi.



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