Freddo e nevicate ritornano tra Grecia e Turchia, nuova imbiancata in arrivo per Istanbul

L'affondo dell'asse di saccatura verso i Balcani, la Grecia e l'Egeo

L’inverno prova nuovamente a mostrare i muscoli sul vecchio continente, a differenza di quanto avviene dall’altra parte dell’Atlantico, lungo il continente nord-americano. L’affondo di un impulso di aria molto fredda che dalla penisola scandinava sprofonderà fino all’area carpatica e ai Balcani, portando un brusco raffreddamento e nuove nevicate, fino a quote pianeggianti o quasi. La bordata d’aria fredda sarà coadiuvata, in quota (a 500 hpa), dall’affondo di un asse di saccatura che dalle latitudini artiche estenderà i propri tentacoli fino all’isola di Creta e alle coste della Cirenaica, attraversando tutta l‘Europa orientale. In queste ore, la parte più avanzata del nucleo freddo, in discesa dalla Scandinavia, invaderà tutta l’Europa centro-orientale, investendo in pieno paesi come la Polonia, l’est della Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, prima di riversarsi tra Carpazi, pianura danubiana e Balcani, con sostenuti venti da N-NO e NO. La discesa del blocco di aria fredda verso la regione alpina eroderà, parzialmente, le propaggini orientali dell’alta pressione delle Azzorre che sarà costretta ad un temporaneo ritiro verso ovest, tra Francia e penisola Iberica. Ciò consentirà alle fredde correnti settentrionali, di vecchie origini artiche (dall’Artico norvegese), di fiondarsi sui Balcani per sconfinare, tramite intensi e freddi venti di Tramontana e Maestrale, fin sul medio-basso Adriatico, colpendo in pieno anche le regioni centro-meridionali e la Sicilia, con una intensa sfuriata fredda che riporterà delle brevi nevicate, fino a quote piuttosto basse, lungo il versante orientale dell’Appennino.

Dopo aver percorso i Carpazi, la pianura danubiana e i Balcani le masse d’aria fredda, di origini scandinave, l’aria fredda raggiungeranno la Macedonia e il nord della Grecia, favorendo l’incubazione di una ampia circolazione depressionaria, con un minimo barico ad occhiale, che si andrà ad approfondire nel corso della giornata tra la Grecia e l’Egeo. Lo sviluppo di questa giovane ciclogenesi egeo-ellenica, in strutturazione nei medi e bassi strati, con un minimo barico pronto a scendere sotto i 1002-1000 hpa, che si posizionerà fra il Peloponneso e l’isola di Creta, determinerà un netto peggioramento del tempo in tutta l’area balcanica meridionale e sulla Grecia, con l’avvento di fitte nevicate, fino a bassissima quota, con accumuli abbondanti tra Macedonia e le regioni settentrionali del paese ellenico. Il particolare posizionamento del minimo barico, davanti il Peloponneso e l’isola di Creta, richiamerà sostenuti venti nord-orientali che dispenseranno fitte nevicate, fin dalla bassa collina, sui rilievi del Pindo e dell’Epiro, dove nelle aree montuose sono attese delle vere e proprie bufere, rese particolarmente intense dalle forti raffiche di vento. Ma nevicate, anche di moderata o forte intensità, colpiranno la Macedonia e la Tessaglia, con depositi consistenti fino a quote collinari. La “dama bianca” imbiancherà molti villaggi e paesi di montagna che rischiano di rimanere isolati per le intense nevicate.

Nel corso del pomeriggio e dalla serata successiva la circolazione depressionaria appena formata, con minimo in ulteriore approfondimento sotto i 1000 hpa, si sposterà gradualmente verso il tratto di mare ad est di Creta, agevolando un miglioramento sulla Grecia e una estensione degli ammassi nuvolosi, con le annesse nevicate, sulla Bulgaria e in seguito pure sulla Turchia occidentale, dove riprenderà a nevicare sull’altopiano interno, con quota neve in progressiva diminuzione lungo le coste nord-occidentali. Nella giornata di domani il vortice depressionario si posizionerà, con un minimo barico al suolo di 998 hpa, davanti le coste meridionali turche, poco a largo del golfo di Adalia, pilotando i forti e freddi venti settentrionali, con raffiche fino a 70-80 km/h generalmente da N-NO, su tutto l’Egeo e sul mar di Creta, mentre sul Mediterraneo orientale si alzeranno sostenuti, a tratti intensi, venti occidentali che si spingeranno fino alle coste dell’Asia minore, tra Siria, Libano e Israele, con correnti umide più da SO e O-SO che ammasseranno nubi e precipitazioni sparse.

Nel frattempo il blocco d’aria molto fredda scivolato sui Balcani e sulla Grecia si sposterà verso il mar Nero e la Turchia centro-occidentale, dove subentrerà una ventilazione dai quadranti settentrionali che darà luogo a nevicate sparse su buona parte dell’altopiano Anatolico centro-occidentale, inclusa la capitale Ankara. Sulle coste settentrionali della Turchia, a causa dello “stau” che i monti del Ponto esercitano alle gelide correnti settentrionali provenienti dall’Ucraina, le nevicate potranno spingersi fino a quote pianeggianti, imbiancando diverse città e località lungo le rive meridionali del mar Nero, come Cide, Inebolu, Zonguldak, Karasu. Entro la mattinata di domani, con la traslazione verso levante dell’area ciclonica che accompagnerà la discesa dei freddi e intensi venti da N-NE tra Bosforo e mar di Marmara, la neve tornerà ad imbiancare pure Istanbul, con rovesci nevosi intermittenti che potranno lasciare dei discreti accumuli al suolo, a causa delle temperature prossime agli . Le nevicate continueranno ad interessare la Turchia settentrionale, fino alle coste, e l’altopiano interno anche nella giornata di mercoledi, quando la circolazione depressionaria, ormai pronta ad entrare nella fase di invecchiamento, si sposterà sulla Turchia sud-orientale, andando gradualmente a colmarsi sull’entroterra Anatolico orientale.