Il bolide gelido sfonda sull’Italia con forti venti di Bora; fitte nevicate al centro-nord, con bufere in arrivo fra Emilia/Romagna, Marche e Abruzzo. Nuova neve su Roma

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Forti nevicate sono attese su buona parte delle regioni centro-settentrionali

L’Italia centro settentrionale si prepara al peggioramento che dalle prossime ore porterà nevicate diffuse in quasi tutte le regioni del nord e in buona parte di quelle centrali, con accumuli fino a quote pianeggianti. Tutto per colpa di un bolide d’aria gelida che dal mar Baltico sta per fiondarsi verso le nostre regioni settentrionali. Una goccia fredda, colma di aria molto gelida nella libera atmosfera, con isoterme sotto i -40° alla quota di 500 hpa, dalle Repubbliche Baltiche sprofonderà verso l’Austria, scavalcando le Alpi orientali, raggiungendo le nostre regioni nord-orientali e l’alto Adriatico. Al contempo, la discesa del grande nocciolo gelido di -40° a 500 hpa, sarà accompagnata dall’ingresso di un nuovo impulso di aria particolarmente fredda, d’estrazione continentale, che dalle pianure Sarmatiche si muove, molto velocemente, verso la MittelEuropa e la Francia, penetrando sulle nostre regioni settentrionali dal golfo di Trieste (la cosiddetta porta della Bora), con l’attivazione di furiose raffiche di Bora, fino a 120-130 km/h, sulla Venezia Giulia, Istria e su tutto il litorale della Dalmazia. L’aria gelida continentale, di lontane origini russe, sfondando dal golfo di Trieste, tramite le fortissime raffiche di Bora, invaderà tutto il medio-alto Adriatico per estendersi al resto del centro-nord nel corso della mattinata, impattando con i rilievi dell‘Appennino Tosco/Emiliano e Marchigiano, dove si genererà una intensa nuvolosità da “stau“ che darà la stura a persistenti nevicate fino al piano.

Neve su Ancona

Una parte dell’aria fredda, con l’attivazione della forte Bora, investirà il Veneto e la Romagna, per incanalarsi all’interno del Catino Padano sotto forma di una moderata ventilazione orientale che farà calare le temperature, con drastici cali termici, favorendo al contempo un progressivo aumento della nuvolosità (l’ingresso di aria molto più fredda nei bassi strati dai quadranti orientali provoca il sollevamento forzato verso l’alto delle masse d’aria più miti preesistenti generando una estesa nuvolosità) che dalla mattinata darà luogo a delle nevicate, in genere di debole intensità, che interesseranno la pianura Veneta, la Lombardia, l’Emilia/Romagna, per estendersi al Piemonte, con fioccate e accumuli più consistenti pronti a depositarsi fra il cuneese, l’astigiano e l’alessandrino. L’aria molto fredda addossata sul basso Piemonte, in parte, riuscirà a traboccare verso il mar Ligure, uscendo a gran velocità, dai bassi valichi dell’Appennino Ligure, con forti venti di Tramontana e Grecale che sferzeranno le coste del Ponente Ligure e l’area di Genova, con raffiche superiori ai 70-80 km/h, localmente anche più nei punti maggiormente esposti (come Capo Mele). Versandosi sopra il mar Ligure l’aria fredda, di natura continentale, interagirà con le masse d’aria più miti e umide presenti sopra il Mediterraneo.

La neve dal tardo pomeriggio/sera tornerà pure sulla capitale

Le gelide correnti da N-NE, in discesa lungo il mar Ligure e il mar di Corsica, si scontreranno con i forti venti di “Mistral” che escono dalla Valle del Rodano verso il mar di Sardegna, agevolando lo sviluppo di una giovane ciclogenesi orografica nei bassi strati, sopra il mar di Corsica. Nel corso della mattinata, la giovane ciclogenesi, strutturata nei bassi strati, si muoverà verso levante, spostandosi verso il Tirreno centro-meridionale, dove si andrà ulteriormente ad approfondire, essendo ben alimentata dai costanti nuclei di aria fredda in sfondamento dal golfo di Trieste. L’area di bassa pressione, coadiuvata dal nocciolo depressionario in quota (vortice ciclonico chiuso in quota), con valori sotto i -40° (a 500 hpa) che si posizioneranno sopra le regioni settentrionali, andando ad approfondirsi, con un minimo barico al suolo pronto a scendere sotto i 1006 hpa, favorirà un netto rinvigorimento dei gelidi venti di Bora, di Grecale e Tramontana su buona parte delle regioni centro-settentrionali, specie fra la Venezia Giulia, il Veneto, la Romagna, le coste liguri e la Toscana. Già dalla mattinata, con il notevole rinforzo dei freddi venti da E-NE, una spessa coltre nuvolosa si muoverà verso le regioni centro-settentrionali, determinando nevicate, di debole e moderata intensità, tra Friuli, Veneto, Lombardia, Piemonte, le zone interne della Liguria e soprattutto su tutta l’Emilia/Romagna. Su quest’ultima regione i fenomeni nevosi, nel corso della giornata, diverranno sempre più intensi e persistenti a causa del cosiddetto “effetto stau” che l’Appennino Tosco/Emiliano eserciterà nei confronti dei freddi venti di Bora che scavalcano l’altopiano del Carso per versarsi su tutto l’alto Adriatico.

L'Appennino Cesenate rischia nuovamente di essere coperto

Purtroppo, dalla seconda parte di giornata, fitte nevicate colpiranno il riminese, l’area di Forli, il cesenate e tutta la fascia pedemontana emiliana, dal modenese al parmense, incluso il bolognese e il reggiano, dove le nevicate si faranno veramente intense e persistenti, accompagnate da gelide folate da E-NE. Dalla tarda mattinata, con l’avvicinamento del minimo barico al suolo verso le coste del basso Lazio, un nuovo impulso di aria gelida, proveniente direttamente dall’area carpatico-danubiana, attraverserà molto rapidamente la Croazia e le coste dalmate per attraversare molto velocemente l’Adriatico, con intensi venti da E-NE, ed impattare con i rilievi di Marche e Abruzzo, dove si addosserà una consistente nuvolosità che darà origine a nuove intense nevicate che dalla Romagna si estenderanno alle Marche e all’Abruzzo, con accumuli fino ai litorali. In queste due regioni la situazione peggiorerà drasticamente nel pomeriggio, quando sopraggiungeranno delle vere e proprie bufere di neve tra la provincia di Pesaro-Urbino, l’ascolano, il maceratese, l’anconetano, il pescarese, l’aquilano, il teramano e buona parte del chietino. Visto la particolare curvatura delle correnti da E-NE, che sfoceranno dalla Croazia umidificandosi sull‘Adriatico, le nevicate più intense dovrebbero colpire la provincia di Pesaro-Urbino, il maceratese e l’aquilano, soprattutto i centri montani sotto il versante orientale del Gran Sasso e la stessa città dell’Aquila che rischia di vedere accumuli prossimi agli 50-60 cm se non 1 metro.

L'abbondante nevicata che ha colpito Frontone

La neve qui cadrà sotto intense raffiche di vento, in genere da E-NE e NE, che genereranno forti riduzioni di visibilità con il classico fenomeno dello “Scaccianeve”, con i turbini di neve sollevati dalle folate oltre i 60-70 km/h. Purtroppo in queste aree, già pesantemente colpite dalle grandi nevicate dei giorni scorsi che hanno lasciato accumuli di oltre 1-2 metri, la neve cadrà incessantemente per l’intera giornata e buona parte della nottata successiva, con accumulo che rischiano di divenire davvero sorprendenti nelle aree montuose. Nel pomeriggio, mentre il nocciolo gelido in quota si abbasserà verso la Liguria, il minimo al suolo si avvicinerà al basso Lazio favorendo un peggioramento e un conseguente aumento della nuvolosità tra Toscana, Umbria e alto Lazio, con l’avvento di altre nevicate, a carattere sparso, che investiranno soprattutto l’aretino, il senese, il perugino, il viterbese e il rietino, con importanti depositi al suolo. I fiocchi di neve, spinti dalle intense raffiche da NE che discenderanno l‘Appennino Tosco/Emiliano, si dovrebbero spingere fino alle coste toscane e dell’alto Lazio, dove saranno possibili anche degli accumuli al suolo. I fiocchi bianchi svolazzeranno anche su Firenze, Pisa, Livorno, Prato, Massa, Lucca e su molte altre località della Toscana.

Tra il tardo pomeriggio e la serata il peggioramento avanzerà anche sul Lazio, con l’arrivo delle prime nevicate anche sul frusinate e nella città di Roma, incluso il suo immenso hinterland. Su Roma la neve, inizialmente, in una prima fase, cadrà mista alla pioggia, con acqua e neve nei vari quartieri, mentre nelle aree litoranee sarà in prevalenza pioggia. Ma dalla serata, con lo spostamento della circolazione depressionaria verso l’Appennino centrale, la città eterna verrà raggiunta da gelide folate di Tramontana che causeranno un ulteriore calo termico, con valori prossimi agli +0°, quel che basta per assicurare, in caso di precipitazioni, nuove spettacolari nevicate nei vari quartieri di Roma, pronte a lasciare degli accumuli disomogenei nelle varie aree della capitale, localmente superiori ai 5-10 cm. Dai dati a nostra disposizione possiamo affermare che Roma, assieme ai tanti centri limitrofi, vedrà un’altra bella nevicata che, fortunatamente, dovrebbe concentrarsi più verso le ore serali e la nottata successiva e non in pieno giorno, come accaduto lo scorso venerdi 3 Febbraio, quando la capitale del bel paese fu messa in ginocchio da pochi centimetri di neve. Sempre dalla serata il maltempo non risparmierà neppure le regioni meridionali, in particolare la Campania, dove cadranno abbondanti nevicate fino a quote di bassa collina sull’Irpinia e l’area dell’avellinese, per il richiamo umido sud-occidentale risalente dal basso Tirreno.

L'Italia centro-settentrionale per gran parte innevata, immagini spettacolari dal satellite

Nella giornata di domani le previsioni non sono per nulla incoraggianti, anzi, tutt’altro. La circolazione ciclonica rimarrà posizionata attorno l’Italia centrale, mentre il nocciolo gelido in quota (a 500 hpa), con isoterme sui -36° -38° a 500 hpa, si collocherà fra la Corsica, la Toscana e l’alto Lazio, continuando a richiamare impulsi di aria molto fredda verso tutto il centro-nord, con gelidi venti di Bora sul medio-alto Adriatico. I venti da E-NE continueranno ad addossare nubi molto consistenti che causeranno persistenti nevicate fra Emilia, Romagna, Marche, Umbria orientale e Abruzzo. La neve cadrà fitta sul bolognese, sul reggiano, la zona di Modena e purtroppo anche sul cesenatico, forlivese, riminese e su buona parte del territorio marchigiano e abruzzese, con vere e proprie bufere sulle zone dell’entroterra. Qualche fioccata raggiungerà nuovamente il Veneto, l’est della Lombardia e forse pure il basso Piemonte, anche se la tendenza è verso un certo miglioramento dalla seconda parte del giorno. Altre nevicate sparse si vedranno sul Lazio, fino al piano, con possibili fioccate, in prima mattinata, su gran parte dei quartieri della capitale. Poi è atteso un graduale miglioramento, seppur con un cielo irregolarmente nuvoloso.

Dei rovesci di neve, in mattinata, sono attesi anche sul frusinate e sulla Campania e sull‘ovest della Basilicata, fino a quote collinari, con fiocchi localmente più in basso. Sempre nella giornata di domani delle probabili nevicate, fino a bassissima quota, con fiocchi coreografici fin sulle coste, interesseranno anche la Sardegna settentrionale, con altre imbiancate sulle colline del nuorese e sassarese, non lontano dalle coste. Per un miglioramento bisognerà attendere fino alla giornata di lunedi visto che fra Emilia/Romagna, Marche e Abruzzo continuerà a nevicare senza sosta fino al pomeriggio di domenica, con accumuli molto abbondanti sul versante orientale dell’Appennino Emiliano, sui rilievi di Romagna, Marche e Abruzzo. Saranno queste le regioni maggiormente colpite, dove si teme che molti centri abitati possano finire nuovamente sommersi da oltre 1 metro di neve fresca, causando gravi disagi, con ripercussioni non indifferenti anche nel campo economico (si pensi ai danni provocati dalle abbondanti nevicate al settore agricolo). In alcune aree montuose dell’Appennino Marchigiano e Abruzzese, con queste nuove abbondanti nevicate in arrivo, il manto nevoso rischia di superare anche i 3 metri, facendo schizzare al massimo grado l’allerta slavine al primo rialzo termico in quota.