Il “Burian” sfonda fino al Sahara: bufere di neve tra le Baleari e l’Algeria, imbiancata Algeri, gran neve sull’Atlante Telliano

MeteoWeb

Il gelido “Burian”, come largamente previsto nei giorni scorsi, si è versato nel cuore del Mediterraneo centro-occidentale e lo ha attraversato per impattare sulle coste algerine e sui rilievi dell’Atlante Telliano, per sfondare successivamente nel bel mezzo del Sahara. Noi lo avevamo previsto già da diversi giorni è ora tale previsione si è puntualmente concretizzata. A contatto con le umide e più tiepide masse d’aria presenti sul bacino del mar Mediterraneo l’aria gelida, di lontane origini russo-siberiane, in scivolamento con intensi venti da N-NO, si è caricata di umidità e vapore acqueo, sin dagli strati più bassi. L’aria più fredda, densa e pesante, in sfondamento dal golfo del Leone e dalle coste della Spagna orientale, ha letteralmente scalzato verso l’alto le masse d’aria più miti e umide preesistenti sopra il “mare Nostrum”, favorendo l’innesco di moti convettivi (moti ascensionali in seno alla colonna d’aria) agevolando lo sviluppo di una diffusa nuvolosità cumuliforme che ha scaricato precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, che date le basse temperature sono divenute nevose sino alle coste (isoterme fino a -10° a 850 hpa). Nella giornata di ieri la neve ha incappucciato di bianco pure le isole Baleari, dove si sono registrati importanti accumuli nelle zone più interne di Maiorca e Minorca, fra lo stupore della popolazione locale, abituata a ben altro tipo di clima. Qui la neve non è caduta debole, ma sotto vere e proprie bufere che sono state rese ancora più spettacolari dai forti venti da N-NO che hanno spazzato l’arcipelago mediterraneo, con raffiche di oltre i 60 km/h. Ad esempio, a Minorca, nella giornata di ieri, con lo sfondamento del nocciolo gelido in quota sotto i -10° a 850 hpa (circa 1450 metri), l’intensa nuvolosità che si è sviluppata a largo delle coste della Catalogna, ha prodotto dei fitti rovesci nevosi che in poche ore hanno imbiancato ogni angolo dell’isola, con accumuli che hanno superato persino i 15-20 cm nelle alture interne. In alcuni punti il manto nevoso si è avvicinato ai 25 cm, coprendo le campagne circostanti e ammantando gli alberi, regalando degli scenari per certi versi fiabeschi che hanno incuriosito i tanti turisti e i locali che non si ricordavano una nevicata del genere da diversi anni. Pensate che la nevicata che ha interessato Minorca è andata avanti per molte ore, dalle 09:00 AM fino alle 17:00 PM (ora locale), con rovesci nevosi ininterrotti. Durante le nevicate, nelle fasi precipitative più intense, la temperatura è scivolata sui +1° +0°, un evento davvero inconsueto per un’isola posta nel cuore del “mare Nostrum”. Durante le nevicate il gelido vento da N-NO ha spirato con raffiche di oltre i 66 km/h, rendendo le fioccate orizzontali e causando drastiche riduzioni della visibilità orizzontale. Da notare come nella misurazioni dei radiosondaggi sopra il cielo di Maiorca, alla quota di 850 hpa (circa 1450 metri), nella libera atmosfera, è stato misurato un valore di ben -9°. Se Minorca è stata coperta non poteva andare diversamente a Maiorca, letteralmente dipinta di bianco fino alle coste. Sulle belle spiagge di Palma di Maiorca si è posato un sottile velo bianco, fra l’incredulità generale degli abitanti. Quasi tutti i centri di Maiorca sono stati imbiancati dai rovesci nevosi. Ben più pesanti sono state le nevicate che hanno colpito il settore occidentale dell’isola e i rilievi, che in quest’isola superano i 1000 metri, dove gli accumuli al suolo sono risultati davvero consistenti. Sulla vetta del Torrellas si sono avute delle tormente particolarmente intense che hanno reso impraticabili tutte le strade d’acceso. I fiocchi bianchi si sono visti pure su Ibiza. Sulle Baleari non si ricordava una nevicata cosi consistente da parecchi anni. Peccato per la mancata nevicata su Valencia e sull’area del golfo limitrofo, qui la neve ormai manca da oltre mezzo secolo e di certo non sarà la realizzazione della configurazione ideale per far nevicare sulle coste valenciane che rispetto a quelle dell‘Italia meridionale (e della stessa Sicilia) hanno una nevosità molto più scarsa. Lo stesso nucleo di aria gelida che ha portato la neve sull’arcipelago delle Baleari si è poi diretto verso le coste algerine e l’Atlante Telliano, regalando magnifiche nevicate, con fioccate fino in prossimità delle aree litoranee, specie nei pressi della capitale Algeri. Proprio Algeri, come previsto, è stata una delle città più colpite dalle nevicate che hanno lasciato importanti accumuli in pieno centro, soprattutto nei quartieri più interni e nella zona dell’aeroporto internazionale della capitale algerina. Nei quartieri più alti l’accumulo ha superato i 5-10 cm in alcune zone, tanto che molti ragazzi (come si vede sui video postati su You-tube) sono scesi per le strade innevate per giocare a palle di neve fino a tarda sera e per buona della nottata. Algeri cosi riscopre una nevicata con accumulo dopo ben 7 anni, l’ultima risale al Gennaio del 2005. Sulla costa, a causa dei sostenuti venti settentrionali, e delle temperature leggermente positive, con valori di +2°, non si sono registrati accumuli degni di nota finora. Anche il lungomare di Algeri ha visto molti fiocchi svolazzanti, in genere coreografici, incapaci di lasciare accumuli degni di nota sulle spiagge. In alcune zone del nord dell’Algeria, soprattutto sul settore più orientale del paese, sono arrivate anche delle “cellule temporalesche” dal mare che hanno prodotto forti temporali, con intense fulminazioni, tuoni e rovesci di grandine e gragnola che si sono accompagnati a fiocchi di neve a larghe falde che hanno fatto la loro comparsa fin dai 100 metri, attaccando al suolo e coprendo tutte le colline e le alture retrostanti. Il versante settentrionale dell’Atlante Telliano, grazie anche al potente “stau” esercitato nei confronti dei gelidi e intensi venti settentrionali, invece è stato completamente sommerso, seppur con accumuli disomogenei fra zona e zona. Alcune città, come Medea, Miliana, Bouira, Batna, Aris, Setif e Costantina, sono ben imbiancate e nelle prossime ore riceveranno ulteriori nevicate, con furiose tormente in alta quota. Altri centri montani sono pesantemente ammantati, con molte difficoltà nei collegamenti stradali che sopra i 1500 metri sono praticamente interrotti per via degli eccessivi cumuli eolici. L’aria fredda ha scavalcato l’Atlante per riversarsi anche nel cuore del Sahara algerino, con una -4° (a 850 hpa) scesa sotto la regione dei grandi “Erg” (il deserto sabbioso). Purtroppo l’area sahariana rimane sotto la grande “ombra pluviometrica” dell’Atlante Telliano, per questo sono impossibili le precipitazioni (malgrado gli sconfinamenti) che avrebbero potuto assumere carattere nevoso a quote insolitamente basse vicino i confini desertici, regalando dei paesaggi paradossali. Nonostante ciò il freddo si avverte anche in pieno Sahara e gli intensi venti da NO stanno permettendo a molte località di superare a stento la soglia dei +10°. Ad Adrar, nel cuore del deserto algerino, il sostenuto vento da Nord sta mantenendo il termometro sui +11°. Stessa cosa ad In Salah, in pieno deserto, dove gli intensi venti da N-NO, oltre a sollevare ingenti quantità di polvere e sabbia, non fanno varcare il muro dei +12° alla colonnina di mercurio. Scendendo più a sud, in piena area tropicale, nella regione montuosa dell’Ahaggar, a Tamanrasset, il grande protagonista è il vento che soffia da NO e che mantiene il termometro sui +16°, dopo una massima di appena +17°. Il freddo in Algeria si avvertirà molto, soprattutto sulle aree recentemente innevate dell’Atlante Telliano, dove con il rasserenamento dei cieli e l’indebolimento della sostenuta ventilazione settentrionale, si registreranno importanti gelate notturne, con valori pronti a scendere anche sotto i -8° -9° nelle località montuose.