
Come previsto “Giovanna” ha effettuato il “landfall” sulle coste orientali del Madagascar, come ciclone di categoria 2, nel tratto compreso fra le città di Tormalina e Mahanoro, passando con l’occhio molto vicino il distretto di Brickaville. Fortunatamente, ancora prima di impattare sulle coste centrali malvasie, il temibile ciclone, a causa del ricambio dell’occhio centrale, ha perso parte della sua potenza, raggiungendo l’est del Madagascar come un intenso ciclone del 2^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno superato i 150 km/h. All’arrivo della tempesta lungo le coste orientali del Madagascar si sono scatenate delle forti tempeste di vento che hanno sradicato alberi e abbattuto i pali dell’energia elettrica. I fortissimi venti, che prima dell’arrivo di “Giovanna”, si sono disposti prevalentemente da Ovest e O-NO (ossia da terra), specie sulla parte centro-meridionale dell’isola, con raffiche di oltre i 120-130 km/h, sono poi ruotati più verso nord-ovest, N-NO e Nord, per virare subito dopo da NE e E-NE, indebolendosi sensibilmente non appena “Giovanna ha scavalcato le catene montuose che caratterizzano l’entroterra malgascio (con vette che sfiorano i 3000 metri). Molti lembi della lussureggiante foresta tropicale, che domina l’umido versante orientale della grande isola, sono stati seriamente danneggiati dalle fortissime raffiche, con le chiome degli alberi piegate lungo la direzione del vento prevalente.

Lungo le coste nord-orientali dell’isola-stato, quelle maggiormente esposte alla ritornante delle tempeste da nord-est ed est, dalla riserva marina di Ambodilaitry Masoala fino alla città di Vohemar, si sono abbattute intense mareggiate, con onde alte fino a 6-7 metri che si sono infrante con grande impeto lungo la scogliera che delimita quel tratto di costa. Subito dopo il “landfall”, durante l’attraversamento dei monti Ankaratra, il ciclone ha perso rapidamente di intensità, con un drastico allentamento dell’attività convettiva interna, mentre l’occhio centrale si è rapidamente deformato, tanto da scomparire quasi del tutto. Segno inequivocabile del progressivo declassamento del sistema, ridotto rapidamente a intensa tempesta tropicale. Purtroppo, durante il “landfall”, con il suo immenso muro nuvoloso, il ciclone ha scaricato piogge torrenziali e fortissimi rovesci in quasi tutto il settore orientali del Madagascar, con accumuli che hanno raggiunto i 200-250 mm in meno di 24 ore. Ma nelle aree montuose, lungo il versante orientale dei monti Ankaratra, si stimano che siano caduti oltre 300-350 mm d’acqua in poco più di 12 ore.

Si tratta di accumuli molto ingenti che hanno causato allagamenti e locali inondazioni, con l’ingrossamento di molti corsi d’acqua e fiumi e l‘attivazione di frane e smottamenti nelle zone montagnose. I danni più ingenti si sono registrati proprio nell’area del “landfall”, nel distretto di Brickaville, dove molte abitazioni sono rimaste danneggiate dai forti venti che hanno abbattuto anche le linee di distribuzione dell’energia elettrica e telefonica. Sempre a Brickaville si sarebbero registrati due morti e diversi feriti. “Giovanna” poi si è rapidamente diretta verso l’entroterra montuoso, scavalcando molto velocemente i primi rilievi e la fascia dell’altopiano centrale, dove ha scaricato forti rovesci e intense piogge, con accumuli di oltre i 200 mm in meno di 12 ore. Malgrado il rapido declassamento a tropical storm, agevolato dall’impatto con l’orografia locale e dalla maggior lontananza con il mare caldo, la tempesta, nella giornata di ieri, è transitata con il suo centro vicino la capitale Antananarivo, nel cuore dell’altopiano centrale, che di solito viene risparmiata dalla furia dei cicloni che attraversano l’isola-stato.
Difatti il passaggio ravvicinato alla capitale malgascia ha provocato tanti disagi, a causa delle forti piogge, accompagnate da intense folate di vento da O-NO, che per ore hanno martellato la più popolosa città dello stato africano, creando vasti allagamenti su un’area estesa. All’aeroporto di Antananarivo, in sole 24 ore, sarebbero stati registrati ben oltre 149.9 mm di pioggia. Oltre alla distribuzione delle linee dell’energia elettrica e del telefono il ciclone, durante il suo passaggio, ha anche distrutto due piccole dighe, provocando l’inondazione rapida di alcuni terreni coltivati a riso e di numerose abitazioni rurali. Secondo fonti del governo di Antananarivo i danni infrastrutturali maggiori si contano, comunque, nelle città di Brickaville, Vatomandry, Mahanoro, Moramanga e nella cintura urbana di Antananarivo, dove si contano centinaia di persone danneggiate e dove ancora stamani, come scrive il quotidiano locale L’Express de Madagascar, molte strade sono bloccate a causa degli alberi sradicati. Fortunatamente, per il Madagascar, il peggio è ormai alle spalle, ora resta solo di fare la conta definitiva dei danni nei distretti maggiormente colpiti dalla furia del vento e dalle inondazioni.
Nel frattempo “Giovanna”, dopo aver rapidamente attraversato la costa occidentale, nei pressi di Morondava, si è ributtata sulle calda acque del Canale del Mozambico, allo status di intensa tempesta tropicale, dove tenderà a riorganizzarsi già dalle prossime ore. “Giovanna” tenderà a muoversi verso sud-ovest per piegare più a O-SO entro la giornata di domani, puntando minacciosamente le coste del Mozambico. A prima vista sembrerebbe che la tempesta tropicale, caratterizzata da venti medi sostenuti sui 90-100 km/h, possa avvicinarsi al tratto di costa vicino la città di Inhambane, o poco più a sud di questa, nel tratto di costa a nord della capitale Maputo. Nei prossimi giorni, passando sopra le calde acque del Canale del Mozambico, non è del tutto escluso che “Giovanna” possa approfondirsi, per poco tempo, a ciclone di 1^ categoria, con venti medi sostenuti capaci di superare i 120 km/h. In questo caso la tempesta potrebbe rappresentare una seria minaccia per le coste centro-meridionali del Mozambico che rischiano di essere interessate dal “landfall” entro la serata di venerdi. Intanto una nuova tempesta tropicale è in fase di formazione in mezzo all’oceano Indiano meridionale. Al momento non rappresenta alcun tipo di pericolo per le terre emerse. Nei prossimi giorni però bisogna monitorarla con attenzione per un possibile passaggio ravvicinato a sud delle isole Mauritius.



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